La vendetta di Colin Chapman

Con una certa tranquillità si può affermare che la 24 Ore di Le Mans negli anni cinquanta  fosse la più inglese tra le corse non inglesi, e più inglese di tante altre corse inglesi.
Lo spirito della 24 Ore, di competizione, sfida, prova che andava al di là della mera velocità ma era più una lotta contro il mondo, la civiltà, i suoi limiti , aveva ammaliato un intero paese.
Jaguar, Bentley, Aston Martin: la tranquilla campagna francese - i cui abitanti sembravano non rendersi completamente conto del perché ogni giugno le loro strade si riempissero di macchine strambe e rumorose - durante il primo decennio del dopoguerra era diventata il loro territorio di caccia.
Poi arrivò la Ferrari a spostare l'ago della bilancia, ma, rimanendo in tema di Union Jack, è strano rilevare come tra le numerose marche inglesi che si cimentarono nella maratona francese manchi quasi totalmente uno dei più prestigiosi: quello della Lotus di Colin Chapman.
In verità agli inizi degli anni sessanta ci fu lo sbarco della factory inglese in quel di Le Mans, ma l'approccio non fu dei più felici.
Presentatosi alle prove preliminari di maggio dell'edizione del 1962 della 24 Ore con la Lotus 23B, Colin Chapman, seguendo uno spirito tutto suo intraprendente e sempre al limite di ogni regolamento, aumentò per la gara di giugno il numero dei bulloni che servivano al fissaggio delle ruote della sua vettura. Una modifica vietata dal regolamento.
Resosi conto dell'infrazione, Chapman in fretta e furia ritornò alla vecchia specifica, ma ormai era troppo tardi. Ripresentata la macchina alle verifiche tecniche se la vide comunque escludere dagli zelanti commissari francesi con la motivazione incredibile che "avendo aumentato il numero dei bulloni per motivi di sicurezza adesso che si era tornati alla soluzione originale la macchina non era più sicura".
L'ira di Chapman fu altrettanto incredibile, e la Lotus da quel momento si terrà ben lontano dal circuito de la Sarthe.

2 commenti:

milo temesvar (alias jeremyX) ha detto...

sul piano strettamente logico le motivazioni dei commissari sembrano ineccepibili... ma forse non ci tenevano particolarmente ad avere le Lotus in gara; mi chiedo se, con le stesse motivazioni di sicurezza, molti anni dopo (1999) gli STESSI commissari avrebbero fatto schierare le Mercedes, dopo le capriole in prova...

acorba67 ha detto...

sicuramente una certa puzza sotto il naso ai francesi non gliela togli, ma anche Chapman ci ha sempre messo del suo.

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