Mai arrendersi.

Forse alla fine non è neppure così tanto antipatico come sembra. Da quando la ex-moglie (anche se il gossip rosa narra di un ritorno di fiamma) gli ha fatto scoprire le potenzialità positive dei social network, i tifosi (o followers nel gergo hi-tech) di Fernando Alonso hanno scoperto un lato giocherellone e fantasioso prima nascosto. Un pupazzetto chiamato Tomita che viaggia con lui, curioso modo per far scoprire e capire la vita e il mondo di un pilota del suo calibro. Non solo un due volte campione del mondo, non solo un pilota Ferrari, ma uno di quei campioni davvero a 360°.
In Malesia per lo spagnolo è arrivato il risultato insperato, ma non è solo questo. Tre anni di avventura in rosso vissuti da Fernando sempre a livelli incredibili, nonostante una monoposto non sempre all’altezza. Situazione semplice da descrivere, ma incredibilmente dura da vivere in prima persona.
Lo sta dimostrando un certo Valentino Rossi, considerato il più grande nel mondo sulle due ruote, e incredibilmente stufo di dover lottare contro la Ducati, rea di non essere riuscita a fargli una moto “come voleva lui”.
Sotto molti aspetti è la stessa indentica situazione con cui l’asturiano si è dovuto confrontare nel 2011, costretto alle posizioni di rincalzo per un’intera annata, e cinicamente ripetutasi in questo 2012, con la nuova monoposto rissosa e poco incline a essere veloce sia nei rettilinei che in percorrenza curva. Un’altra mazzata all’entusiasmo di Alonso, considerando la voglia di rivalsa sempre più grande di Fernando con il suo ultimo centro iridato distante ben cinque anni fa.
La differenza è che a Maranello nessuno perde la concentrazione, nessuno esterna il proprio rammarico. Si lavora in silenzio, si perde tanto e si vince poco, ci si butta nella mischia ancora una volta. E sino al 2014 sarà sicuramente così visto il rinnovo contrattuale tra squadra e pilota.
Alonso quindi ci crede fortemente a questa avventura in rosso e, di certo, non si arrenderà alle difficoltà, come è nella sua indole, nel DNA del gladiatore. Un esempio per tutti, anche per persone più titolate di lui.
E ora sotto con la Cina.

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