mercoledì 2 maggio 2012

Cuore di tuono

Di Gilles Villeneuve rimarranno nella mente le immagini impressionanti e quasi "bestiali" delle sue vittorie, dei suoi incidenti, perché no?, della sua Ferrari sempre e comunque al limite, come un eroe moderno impegnato sino alla morte contro i mostri e ciclopi peggiori di qualsiasi mito o leggenda.
In tutto questo gran rimestare di ricordi spettacolari ci sono altre quasi-imprese, che, anche se non portate a termine, servono a far capire quale sacro fuoco bruciò dentro quel ragazzo-uomo per tutta la sua vita.
Una di queste avvenne a Zolder 1978, la stessa pista che poi quattro anni dopo decise che era arrivato il momento di dire basta.
In qualifica Mario Andretti piazzò la sua Lotus 79 a effetto suolo in pole position, con un secondo di vantaggio sul secondo, il compagno di squadra di Gilles in Ferrari, Carlos Reutemann. Per Gilles c'era la seconda fila, di fianco alla Brabham Alfa Romeo di Niki Lauda, e a tutti gli osservatori pareva ovvio che contro la Lotus ci sarebbe stato ben poco da lottare.
Al via Reutemann mancò una marcia, e, nel rettilineo di partenza di Zolder poco più largo di una strada di montagna, questo bastò per scatenare un mezzo finimondo. Ne fecero le spese Lauda e Hunt, Villeneuve invece riuscì a passare indenne ritrovandosi al secondo posto, anche se l'affare nero là davanti sembrava involarsi sin da subito come da pronostico.
In parecchi - magari con solo con una manciata di gara alle spalle  in Formula 1 come Villeneuve in quel periodo - si sarebbero accontentati del secondo posto, cercando di gestire il risultato - così si dice adesso - soprattutto pensando alle voci contrariate che stavano accompagnando Gilles in quella prima stagione completa in Ferrari.
Ma Gilles era cuore di tuono, era Nuvolari e Caracciola messi insieme, era Braveheart ma anche Don Chisciotte, per cui iniziò a spingere come un matto arrivando a un tiro di schioppo dall'"astronave" Lotus 79.
Tutti cambiarono le gomme, lui continuò senza fermarsi, solo che al trentanovesimo giro la gomma anteriore esplose, gara finita? No, Villeneuve rientrò ai box, sostituì gli pneumatici - e non pensate che in quei periodi un cambio gomme fosse una questione di un paio di secondi o poco più, allora la faccenda era più simile a una sosta in autostrada che a un pit stop annj 2000 - e si ributtò in pista.
Recuperò sino al quarto posto finale, un piazzamento che gli assicurò la conquista dei suoi primi punti mondiali. Certo le critiche non finirono con quel quarto posto, ma era ossigeno per lui, e un po' anche per Enzo Ferrari, datore di lavoro, ma anche suo strenuo difensore.
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