venerdì 4 maggio 2012

Prova di forza

Ritorniamo a parlare di Le Mans, della sua storia, un poco aristocratica, sicuramente unica, che si spinge sino ai giorni nostri. A torto o a ragione, in fondo poco importa, la classica maratona francese da sempre si arroga privilegi e onori senza troppa modestia, anzi.
Senso di onnipotenza che trova perfetta rappresentazione negli scrutinatori, personaggi assurti a leggenda che, approfittando dei regolamenti in vigore a Le Mans, parecchie volte singolari e caratteristici, ne approfittavano per regolare la partecipazione delle vetture secondo canoni non sempre equivalenti per tutti.
La scena in questione si svolge alla fine degli anni sessanta, Le Mans è nel suo periodo d'oro, la Ferrari ha infilato in quel decennio un filotto micidiale, insomma in quel periodo vincere la 24 ore di Le Mans equivale a battere soprattutto le rosse.
Durante le verifiche pre-gara vengono riscontrate delle irregolarità da parte degli zelanti scrutinatori sulla Ferrari di Rodriguez. I commissari convocano il team manager della Ferrari.
Lo scambio di battute è breve ma quanto mai esplicativo:
- Avete 30 minuti per far rientrare la macchina di Rodriguez nei regolamenti, altrimenti verrà squalificata.
Il team manager della Ferrari si prende un attimo di pausa, non troppo lungo a dir la verità.
- E voi avete 30 secondi per dichiarare legale la macchina di Rodriguez o la Ferrari ritira tutte le vetture.
Indovinate un po' cosa succede poi?
Verità o leggenda? Non esistono conferme scritte dell'accaduto, se ne parla in alcuni articoli su vecchie riviste, ma quando si parla del peso della Ferrari nella storia delle corse, ecco, questi episodi valgono più di mille enciclopedie o albi d'oro.
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