lunedì 21 maggio 2012

Senna non l'avrebbe mai fatto

Senna non l'avrebbe mai fatto, non si sarebbe lasciato consumare così. Parlo di Schumacher, di quello che sta combinando - o meglio non combinando - dal momento del suo ritorno.
Son passate due stagioni intere e un braccio della terza, il comune cittadino tedesco inizia a chiedersi se non sia il caso di dire basta, far finta di niente, dimenticare l'ultima trentina di mesi e resettare il ricordo a quella serata di fine 2006 a Interlagos, in cui il sette volte campione del mondo rimontò come un indemoniato dal fondo dello schieramento come ultimo respiro della sua fantastica "prima" carriera.
E' probabile che anche il vertice Mercedes abbia già da tempo pigiato il pulsante rosso, che dietro la facciata della difesa a tutti i costi del mito tedesco si celi unicamente il progetto di salutarsi reciprocamente a fine 2012. Sarebbe sorprendente il contrario.
Certo come ha detto Kimi Raikkonen - con la sua solita semplicità di pensiero disarmante - "quando torni a correre è tutto più facile se la macchina è competitiva", e Michael poche volte ha avuto questo privilegio, ma lo stesso l'esperienza del tedesco dal 2010 a oggi sfiora il disastro.  Nessun podio, nessuna pole, tanto meno vittorie, e nemmeno gare da ricordare, da poter giustificare un ritorno del genere.
Forse ha ragione mia moglie quando dice che la mia è tutta invidia, che lui alla mia età può permettersi di guidare una Formula 1 - ed essere pagato - mentre io nemmeno sborsando di tasca mia potrei sedermi nel suo abitacolo a motore spento.
Forse già da Montecarlo ci sarà la brusca impennata delle sue fortune, forse con i chiari di luna di questo periodo anche lui riuscirà a vincere una corsa. Sì, forse sì, ma una corsa vinta può giustificare la presenza in Formula 1 di uno come Maldonado, o Grosjean, - tanto per fare un paio di nomi - di Felipe Massa, un altro che ne avrebbe bisogno come l'aria, ma per quello che è stato Michael Schumacher una vittoria avrebbe paradossalmente solo l'aspro sapore delle malinconia, del tempo che fu.
Senna non sarebbe mai tornato, magari non avrebbe vinto quanto lui, ma Senna, certe figure, non le avrebbe mai fatte. Senna, e nessuno potrà toglierli questo record, è morto al comando.
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