mercoledì 9 maggio 2012

Val più una Mini che...

A 18 anni non aveva un soldo in tasca per alimentare la sua passione; gli amici ridevano di lui quando - quasi - smise di fumare, arrivando a consumarne solo un paio a giornata, pur di risparmiare denaro e accumularne a sufficienza per comprarsi la sua prima macchina da corsa.
James Hunt era anche questo, scanzonato, ma determinato sino alla cocciutaggine quando c'era di mezzo un obiettivo a cui teneva.
Riuscì così all'inizio del 1967 - con una tenacia che sorprese parecchi tra amici e famigliari - a comprarsi una Mini da corsa incidentata in una gara club, un rottame inutilizzabile a prima vista, e nel garage di casa si mise di buona lena per riportarla in vita.
Fu un periodo di clausura, inusuale per un tipo come lui, abituato a essere l'attrazione di ogni serata per gli amici. Con una conoscenza meccanica minima e grazie all'aiuto di amici e parenti riuscì a recuperare i pezzi necessari per ricostruire la macchina, piazzò una lastra di alluminio sagomato come sedile, una sedia da campeggio al posto di quello passeggero, eliminò completamente i vetri rotti, con un coltello incise un simil-battistrada su delle coperture quasi alle tele, e mise in moto il recalcitrante motore della Mini.
James Hunt, dopo aver speso 15 sterline per un rimorchio allo sfascio, si presentò puntuale in una mattina di mezza estate del 1967 a Snetterton, Norfolk, per il suo primo fine settimana da corsa.
La disgraziata Mini non passò inosservata ai commissari sovraintendenti alla regolarità delle vetture.
Di punti in dubbio ce n'erano parecchi: le gomme intagliate a mano vennero spacciate da James come di un tipo artigianale pensato apposta per il circuito di Snetterton; la sedia da campeggio venne tolta; ma quello contro cui James non poté far nulla furono la completa mancanza di vetri e la configurazione "estrema" tubo di scarico che in pratica si fermava al collettore.
I  commissari furono irremovibili: la Mini in quelle condizioni non poteva scendere in pista.
Quella prima apparizione per Hunt finì ancor prima di iniziare: un anno di lavoro buttato al vento.
James lasciò la pista in lacrime, ma la sua determinazioni gli avrebbe ben presto creato altre buone occasioni.
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