Datemi un martello

Luigi Fagioli era uno che non si lasciava prendere tanto facilmente, fosse macchina o uomo doveva essere lui a comandare, a controllare la situazione. Focoso in pista e fuori, fu comunque un gran pilota, tant'è che verso la metà degli anni trenta alla Mercedes decisero di prenderlo nella loro squadra, insieme al meglio dell'automobilismo tedesco dell'epoca. Dovendone accettare anche le conseguenze però.
La rivalità con Caracciola non fece fatica a manifestarsi, e le schermaglie tra i due crebbero sino ad arrivare al culmine in occasione del GP di Tripoli del 1937.
La gare venne vinta dall'altra Mercedes di Hermann Lang, ma il duello in pista tra Fagioli e Caracciola, partiti dalle prime due posizioni in griglia, si protrasse per tutta la gara... e oltre.
Una volta uscito dall'abitacolo Fagioli si diresse infuriato verso Rudolf Caracciola, si armò di un martello, e non appena se lo trovò a tiro scagliò il pesante attrezzo verso l'incredulo avversario.
Per fortuna che la mira di Fagioli non era nemmeno lontanamente paragonabile alla sua abilità di guida e il martello sfiorò solamente Caracciola, ma il mancato bersaglio, al posto di chiudere la disputa, non fece altro che gettare benzina sul fuoco.
Comparve un coltello nella mani di Fagioli, e fu solo grazie all'intervento di Alfred Neubauer, e Wilhelm Sebastian, lo storico meccanico di Caracciola, che lo scoppio d'ira dell'italiano non finì in tragedia.
Fagioli poi si scusò dell'accaduto... esattamente nel 1952.

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