Futuro per i soliti pochi

"Can che abbia non morde". Nel senso, sono praticamente anni che onorevoli voci chiedono risparmio e taglio dei costi, in nome di una realtà più semplice e una crisi finanziaria che svuota tasche e sogni. Peccato che alla fine praticamente nulla sia cambiato.
In questi ultimi giorni abbiamo nuovamente sentito reclami e proposto di presidenti e dirigenti, tutti innamorati della Formula 1 e preoccupati del suo futuro prossimo. E’ evidente che il paddock scintillante degli ultimi anni non sarà sostenibile per molto tempo ancora, ma nessuno in realtà ha fretta di cambiare la realtà e dare qualche possibilità anche a chi non possiede cifre ed investimenti faraonici.
La tanto sbandierata FOTA è crollata sotto i classici veleni e dubbi tra le squadre (in particolare Red Bull e Ferrari) proprio alla voce “conti e spese”, così come il regolamento del 2014 è tutt’ora ferocemente discusso causa l’adozione dei nuovi motori V6 turbo che verosimilmente farà decollare il prezzo di vendita per tutte le squadre clienti. Dietro a questi nuovi propulsori vi è tantissimo lavoro e ricerca, fattori che poi i costruttori fanno pagare. Se vuoi andare veloce, se vuoi sviluppare al meglio ed essere al top della categoria, devi necessariamente spendere tanto, tantissimo, più di tutti.
 La Federazione vorrebbe mettere un freno a questa corsa di pochi, ma oltre ad avere tra le mani un regolamento eccessivamente complicato e interpretabile, alla fine si fa immischiare anche lei dai classici giochi di potere, evitando una vera e propria presa di posizione e, appunto, lasciando tutto così come è in attesa degli eventi. Forse ci dirigeremo verso le monoposto clienti, con i piccoli team in grado di comprare un pacchetto completo munito anche di monoposto ad un prezzo (alla fine) vantaggioso, lasciando però l’onore ed il compito di vincere titoli mondiali alle solite, ricche e poche squadre, le uniche in grado di far girare la massima formula a suon di milioni e spese folli.
Va bene lanciare l’allarme e ammettere un bisogno di austerità, ma per essere più credibili è meglio evitare il classico sorriso sotto i baffi. Alla lunga stanca e fa arrabbiare tutti.

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