Vittoria e vittoria

Interessante questo, almeno credo: in sostanza, l'AAA - che non è frutto di una tastiera bloccata, ma la sigla dell'American Automobile Association, antesignana della USAC, CART, etc, etc... - negli anni in cui fu impegnata nell'organizzazione degli eventi sportivi negli USA utilizzò un sistema di punteggio "dinamico", nonché non del tutto stupido e campato in aria.
Dinamico in che senso?
Semplice, essendo le gare del campionato americano piuttosto eterogenee in quanto a distanza, il metodo di attribuzione dei punteggi prevedeva che per una gara di 50 miglia al vincitore andassero 100 punti; per una gara di 100 miglia 200 punti; per una di 500 miglia - una a caso:) - ben 1000 punti.
Non solo, sempre in base alla lunghezza della corsa variava anche il numero di piloti aventi diritto a ottenere punti: si andava dai 3 per una gara di 50 miglia, sino ai 10 per una 500 miglia.
In mezzo poi a queste distanze fisse c'erano gara dalle lunghezze variabili - 150, 175, 230 miglia - e così capitava che gli organizzatori si riservassero una certa discrezione nell'attribuzione dei punteggi. In pratica a un secondo o terzo posto, a parità di distanza, non sempre corrispondeva lo stesso punteggio.
Ve lo immaginate che razza di mal di testa era leggersi le classifiche a quei tempi?

2 commenti:

F1WEB.it ha detto...

Non male come idea
Ecclestone potrebbe dare i punti in base all'audience della gara: più sono alti gli ascolti, più è alto il punteggio

acorba67 ha detto...

Prima o poi ci arriva a una roba del genere, stanne certo...

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