Anno di disgrazia 1982

Gran brutto anno il 1982, per la Formula 1 in generale, per la Ferrari in particolare. Trent'anni son trascorsi ma non passa anno senza che non si ripeschi qualche episodio da quella stagione epica per giustificare una teoria o spiegare un episodio legato al presente.
Le tragedie di Gilles Villeneuve, e Riccardo Paletti; la faida scoppiata al GP di San Marino tra Villeneuve e Pironi, l'incidente di Hockenheim che mise fine alla carriera del pilota francese; il gran numero di piloti che in quell'anno salirono sul gradino più alto del podio; il titolo alla fine andato a un pilota che vinse una sola gara.
Per la Ferrari in particolare quell'anno fu una sequenza di eventi negativi che pareva causata da una maledizione particolarmente crudele.
Per sostituire Gilles Villeneuve venne chiamato il francese Patrick Tambay, amico di Gilles dai tempi della Formula Atlantic. Ma era destino che anche in questa scelta qualcosa non andasse per il verso giusto.
Il 1982 fu anche l'apoteosi dell'effetto suolo, l'ultimo anno in cui le minigonne poterono essere utilizzate sino in fondo. E questo voleva dire assetti rigidi come su un go kart, con disagi per chi guidava facilmente immaginabili. Tambay vinse alla quarta gara, a Hockenheim, nello stesso fine settimana in cui finiva fuori gioco il secondo pilota con cui la Ferrari aveva iniziato la stagione, ma da lì in avanti le gare per lui divennero una sofferenza indicibile.
A Digione e a Las Vegas il francese non riuscì a prendere il via per un mal di schiena causato da un nervo schiacciato.
Venne chiamato anche il fedele Mario Andretti in occasione delle ultime gare della stagione. Tutto questo non riuscì a evitare che le Ferrari potessero schierarsi al via solo per 20 delle 36 teoriche occasioni
Il titolo piloti sfuggì, quello costruttori no, ma alla fine dell'anno in parecchi a Maranello tirarono un grosso, grosso, sospiro di sollievo.

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