martedì 17 luglio 2012

Lo sponsor? Me lo fumo.

Leggo una notizia che arriva da mondo del calcio. La notizia riferisce di un famoso giocatore - o ex-giocatore, qui i pareri e le battute si sprecano  - Ronaldinho, che, pur avendo un contratto pubblicitario con una celeberrima marca di bibite, si è fatto beccare durante una conferenza stampa mentre si dissetava con una bibita di una marca diretta concorrente.
Risultato? Contratto milionario di sponsorizzazione rescisso all'istante. E ci mancherebbe che gli dessero anche un premio, vien da pensare.
Viene in mente Keke Rosberg, funambolico pilota finlandese dall'espressione di quelli che in strada è meglio lasciar passare, padre di Nico "faccia pulita" Rosberg, e che si distinse, oltre per le doti di guida al limite del soprannaturale, anche per il suo atteggiamento piuttosto anticonformista.
Keke era un fumatore incallito, e nel 1986 quando arrivò in McLaren, allora sponsorizzata dal tabaccaio più famoso e munifico dell'intera storia delle corse, se ne fregò di qualsiasi obbligo dettato dallo sponsor padrone, continuando imperterrito a fumare le sue amate sigarette francesi - dalla puzza inconfondibile per altro - in presenza di chiunque, giornalisti, fotografi e e membri del proprio team
Cosa gli avrebbero fatto se Keke avesse corso oggi?
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