The Mini adventures

Ne parlavamo qualche post fa, la figura leggendaria di James Hunt vincitore sfavillante è un'immagine breve che durò pochi anni. Il resto dell'esistenza del pilota inglese è un tumulto di genio e sregolatezza, un saliscendi che durò sino alla fine dei suoi giorni.
In particolare le prime esperienze in pista di James Hunt furono da perfetto squattrinato, con una Mini Cooper che, ovunque si presentasse, a fatica riusciva a passare le verifiche pre-gara ed essere ammessa al via. Quando qualche commissario benevolo decideva di chiudere il libro dei regolamenti, finiva in un modo esemplificato alla perfezione da questa nota di cronaca sportiva risalente a un'apparizione del pilota inglese a Brands Hatch l'8 ottobre del 1967:
- Vettura n° 214, guidata da J.S.W. Hunt, ritirata al 5° giro, bandiera nera a causa di perdite d'olio lungo il tracciato.
Ma quelle che poi passarono alla storia come "The Mini Adventures" di Hunt non si limitavano ai non-risultati in pista, anzi, diciamo che il "bello" avveniva quasi sempre fuori dai circuiti.
Al ritorno da una di queste sue apparizioni poco fortunate Hunt, insieme alla fidanzata di turno, si ritrovò con il carrello su cui trasportava la macchina con una gomma sgonfia. "Ovviamente" l'attrezzatura per riparare una gomme forata non era prevista nel budget di James, dovette così intervenire l'assistenza stradale per permettere a Hunt di riprendere la via verso casa.
Via verso casa che si dimostrò particolarmente impervia perché dopo nemmeno 10 chilometri a fare i capricci questa volta fu un cuscinetto, sempre del carrello.
Una pattuglia della polizia intervenne. A James Hunt venne spiegato che la macchina con il carrello sarebbe rimasta al bordo della strada in attesa di un carro attrezzi che l'avrebbe rimorchiata a destinazione.
Hunt non poteva certo permettersi di lasciare ferma la sua amata Mini e non era nemmeno in grado di sostenere un'altra spesa del genere. Iniziò così una discussione particolarmente accesa con le forze dell'ordine, con argomentazioni che si incentravano soprattutto su come lui fosse un pilota professionista - ?!! - e quella fosse la sua attrezzatura da lavoro. Non poteva separarsene.
Forse i poliziotti erano anche loro aspiranti piloti, fatto sta che chiusero un occhio - facciamo due - e accettarono di veder la Mini scaricata dal carrello e trainata da un opposto all'altro di Londra con una corda sfilacciata che durò giusto il tempo di fermarsi davanti a casa.
Quanta fatica per diventare campioni del mondo.

Nessun commento:

Powered by Blogger.