Una brutta e scura vicenda

Quale dunque la verità? Passata la paura e i concitati momenti iniziali, iniziano le discussioni e fioccano diverse ipotesi riguardo le cause che hanno provocato l’incidente alla povera Maria de Villota.
La ragazza spagnola è attualmente ricoverata in ospedale ma le sue condizioni migliorano man mano che i giorni passano. Purtroppo nel terribile schianto contro la parte posteriore di un camion, la de Villota ha perso l’occhio destro, dicendo quasi sicuramente addio alla sua carriera nel giorno in cui saliva, anzi, tornava alla guida di una Formula 1.
Quello che che non si è ancora capito o trovato, è il perché di quell’improvvisa accelerata durante la fase di rientro: una dinamica particolare scatenata, secondo molti, da un problema elettronico o un guasto meccanico.
La Marussia ha affermato con certezza che non vi è stato nessuno di questi problemi sulla MR-01 nelle mani della de Villota, lasciando intendere sotto voce che sia stata la pilota stessa ad aver sbagliato comandi e/o procedure. La famiglia - saggiamente - si è riservata in un laconico “no comment”, sia perché Maria di quei istanti terribili non ricorda assolutamente nulla, sia perché parliamo sempre di un pilota con già alle spalle una esperienza con una vettura della massima formula, precisamente la Renault del 2010 griffata con il nero Lotus.
Quindi? Quindi si attende, non fosse altro per rendere giustizia morale a una persona che ci ha lasciato parecchio della propria esistenza. Sperando che non inizino reciproche accuse tra le parti assolutamente non in grado di mettere luce a un avvenimento che ha riportato la F1 indietro di molti anni, almeno per quanto riguarda standard di sicurezza e incolumità della persona fisica.
Siamo nel 2012 ma ancora una volta non si riusciti a evitare ogni sorta di pericolo, vuoi perché il rischio è insito nel motorsport, vuoi perché la particolare location di certi test aerodinamici (una pista di un aeroporto) è completamente estranea agli standard voluti dalla FIA per quanto riguarda vie di fuga e pronto intervento dei commissari. Rimane allora una pagina scura e amara. Per tutti.

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