GP Ungheria 2012: beati gli ultimi

In fondo arrivare primi nel GP d'Ungheria ha il suo gusto tutto speciale. In un tracciato sempre meno adatto alle Formula uno, dove il sorpasso è merce rara - persino con le delicate Pirelli e la diavoleria del DRS - basta un +3 vicino al proprio nome per conquistare il gradino più alto del podio. Che poi lo stesso recupero di posizioni sia stato fatto anche da altri tre piloti, l'intoccabile regola della "Beati gli ultimi" dichiara trionfatore colui che è partito più arretrato in griglia.
Quindi il trofeo per quest'appuntamento va a Daniel Ricciardo. Prima affermazione per il sorridente australiano, capace di rinvigorire il suo bottino di punti in un batter d'occhio. Stiamo comunque parlando di un pilota totalmente fuori dai giochi iridati, con appena 10 punti totali che impallidiscono dinnanzi ai 41 del leader Perez.
Più curioso il secondo posto di Rosberg, a conferma di un periodo positivo per lui davanti anche ad un rientrante Mark Webber, a podio e fautore del giro più veloce dopo una assenza sin troppo eccessiva. Gli unici in odore di titolo questa volta faticano a occupare le primissime posizioni.
Kimi Raikkonen è quarto con un sempre più preoccupante distacco dal messicano, Senna sesto accreditato di un punto appena con il risultato di trovarsi negli specchietti un  trio poco raccomandabile capitanato da Grosjean.
Il tutto mentre Sergio, fuori dalla zona punti, va in vacanza con la consapevolezza di potersi giocare la manche più importante nella metà che manca alla chiusura della stagione 2012.
Situazione pressoché identica anche nella parte dedicata ai costruttori, con Sauber sicura e fiera della sua leadership nonostante una Lotus brava a non demordere. Grande salto in avanti della Mercedes, già a braccetto con squadre del calibro di Caterham e Williams. Le freccie d'argento sono pronte ad un exploit già dalla mitica Spa. Dopo ovviamente una vacanza troppo lunga per la nostra insaziabile fame di gare. Consoliamoci con le classifiche aggiornate qui sotto:



MAGLIA NERA

Per vincere un mondiale bisogna sconfiggere tutto e tutti. Non solo i piloti, ma anche la sfortuna attenta a ritornare nei momenti nevralgici della stagione. Senza la cattiva sorte infatti adesso staremo parlando di un altro trionfo da parte dell'indiscusso leader Narain Karthikeyan, agevolmente in testa della "Maglia Nera" sin dal via del GP d'Ungheria.
E invece, ad poche tornate dalla bandiera a scacchi, la sua HRT è stata mestamente parcheggiata a bordo pista, rinunciando a nove punti estremamente efficaci per tarpare ali ed entusiasmo a una mai resa Marussia.
La squadra spagnola ha limitato i danni con la vittoria di Pedro de la Rosa, ma la struttura anglo-russa si prende le restanti due piazze del podio con i fidi Glock e Pic, diminuendo leggermente le distanze e trovando la giusta carica in attesa del ritorno in pista tra un mese esatto. Ovvio che di strada per raggiungere e superare una HRT mai così in forma ve ne è talmente tanta che forse non basteranno neppure le (molte) gare rimanenti, ma finché la matematica non darà il suo incontrovertibile giudizio tutte le opzioni e scenari sono validi.
Completano la zona punti Petrov, tra i primi sei dopo un digiuno lungo tre GP, il debuttante Kobayashi con appena due punti all'attivo e Kovalainen, sempre più lontano dal duo Marussia ora a pari-merito.
Si ripete tutto anche in quella costruttori, con i campioni in carica intenzionati a riconfermasi con grinta e tutti gli altri costretti ad un faticosa, ma non conclusa, rincorsa. Le giornate dell'assolato agosto porteranno novità e rivoluzioni? Per saperlo toccherà aspettare la leggendaria pista belga, intanto ecco le due classifiche aggiornate:



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