mercoledì 1 agosto 2012

GP Ungheria 2012: qualche grafico

Qualcuno ha notato che per i telecronisti di stato i piloti Lotus non hanno nome? Parlano di Fernando qui, Sebastian la, Lewis su, Jenson giù, poi quando devono arrivare ai due moschettieri neri parlano genericamente di "Lotus". Boh!
Di sorpassi all'Hungaroring se ne son visti ben pochi, e anche di recuperi prodigiosi, data la natura kartistca del circuito ungherese, ma lo stesso la gara di Budapest ha saputo comunque suscitare un certo interesse.
La domanda prima del via era una sola: chi sarebbe stato capace di contrastare - perlomeno provarci - il dominio di Lewis Hamilton e della sua McLaren?
La risposta per una volta non è stata nelle lattine blu ma in un paio di missili neri che, diciamo la verità, sono stati i veri "agitatori" del GP d'Ungheria. Con tutto il rispetto per la fantastica vittoria di Hamilton, non fosse stato per la loro presenza il GP sarebbe stato perfettamente dimenticabile.
Diamo un'occhiata comunque al grafico relativo alle posizioni. Praticamente nulla da segnalare: poche variazioni o risalite varie, da notare solo come per Button dopo un buon inizio non giovi per nulla la tattica - volua o costretta che fosse - delle tre soste.
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Passiamo poi al grafico relativo ai tempi sul giro. Obiettivi puntati ovviamente su Lewis Hamilton, sulla sua cavalcata trionfale, e sull'affannata rincorsa di Kimi Raikkonen che al solito si complica la vita nei primi giri e poi risale come un siluro, ma i secondi persi prima dietro Alonso e poi dietro a Vettel, probabilmente peseranno sul risultato finale. Ma il capolavoro di Kimi avviene dopo il primo pit stop, quando rientrando non si fa prendere dalla smania di andare a prendere Vettel e non rovina le gomme ottenendo tre risultati: poter compiere venticinque giri con lo stesso set; non infilarsi negli scarichi di Vettel; e avere pista libera quando le gomme si portano nella condizione migliore. Capito il "Lotus"?
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Ecco poi il grafico relativo ai distacchi in gara. Eloquente, l'andamento della curva di Raikkonen, che dopo essersi imbizzarrita verso l'altro nelle prime fasi di gara precipita verso il basso, trovando "pace" negli ultimi venti giri. L'impressione però è che il professor Lewis - docente di arte del sorpasso e tirocinante in gestione delle risorse in corsa - abbia sempre avuto la situazione sotto controllo. Basta controllare anche la curva dell'altro "Lotus", Romanin Grosjean, che nelle prime fasi sembra farsi sotto pericolosamente, ma senya mai andare sotto un limite prefissato e che evidentemente - e saggiamente - Hamilton riteneva fosse quello di sicurezza. Romain poi non avrà la stessa "fortuna" del compagno di squadra, e per lui la sagoma della McLaren non si materializzerà più così appetibile.
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Per finire ecco le classifiche in forma grafica, sia quella piloti...

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...che quella costruttori:

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