martedì 14 agosto 2012

I misteri del 2012

Tanto per fare un po' di chiacchiere in questo periodo di motori spenti... e aggiungerei: a trovarne di persone sotto l'ombrellone disposte ad abbandonare lo straziante standard di dialogo "crisi economica-olimpiadi-caldo" per una sana sparlata sulla stagione in corso di Formula 1. E sì che c'è anche una Ferrari davanti a tutti.
Di voti in giro per il web ne ho visti già parecchi, per cui deviamo leggermente, e parliamo di misteri. Niente omicidi o gialli, e nemmeno doppi fondi o scarichi carpiati, ma solo una serie di situazioni meno comprensibili di altre e che da parecchio tempo ronzano nella testa del sottoscritto come apparentemente inspiegabili.
Partiamo da Felipe Massa, un classico ormai, roba da National Geographic o da Holmes e Watson - non John, ma Sherlock, intendiamoci. Rimane inspiegabile la sua presenza nella squadra più titolata al mondo. Nemmeno si fosse apertamente messo a disposizione del team, anzi, non appena ha potuto ha sempre cercato di mettere un paio di dita negli occhi del più efficace compagno di squadra. Perché allora è ancora in Ferrari? Se lui è ancora al volante di una rossa, riconsiderando il recente passato gente come Irvine e Barrichello meriterebbero la presidenza a vita.
Non è possibile poi esimersi dal considerare lo strano caso di Michael Schumacher, altro classico, a livello di Poirot tanto per non essere da meno. C'è la perenne crisi tecnica Mercedes che riesce a nascondere gli ormai evidenti limiti del ex-grandissimo, crisi tecnica che per altro non aiuta certo la dirigenza tedesca a progettare chissà che futuro in Formula 1. E allora perché tenersi il vecchio Schumi? Eddie Irvine anni fa dichiarò: "anche io riesco a tenere il ritmo di Michael, ma riesco solo a farlo per quattro giri, lui tiene quel ritmo per una gara intera...". Facciamocene una ragione, Schumacher non è più così, è diventato uno dei tanti, magari veloce come tanti, ma con parecchi anni in più.
Altro box, altri mistero. Parliamo di Vergne e Ricciardo. Cosa sta giustificando la loro presenza in Toro Rosso al posto di Buemi e Alguersuari? Dodici mesi fa i due sembravano buoni per soffiare il posto addirittura a Mark Webber. Adesso? A loro difesa l'impressione che la Toro Rosso degli ultimi anni si stia trasformando da fucina di talenti a mera trita carriere senza scopo né ragione, e che per un ragazzo in cerca di gloria motoristica in questo momento sia decisamente meglio stare alla larga dal tanto pubblicizzato programma  giovani Red Bull.
E infine un cenno alla Lotus. Ma come? Adesso che tutti che si sono messi a lodare Raikkonen dopo averlo deriso negli ultimi tre anni... qualcosa però non quadra. Perché non hanno vinto nemmeno una gara? Spirito olimpico trasposto in Formula 1? Stronzate. Ci sono stati anni in cui dopo undici gare si iniziava a considerare la stagione bella che chiusa, e forse la situazione meriterebbe una riflessione ben più profonda.  Forse con un Alonso versione 2012 alla guida di una E20, un paio di gare quelli di Enstone se le sarebbero portate a casa. E, chiariamo una cosa, questo detto da chi pensa che Kimi debba essere dichiarato specie protetta, e che intimamente è convinto che già a Spa tutto potrebbe cambiare.
Chiacchiere da ombrellone dunque, che in assenza di qualcuno con cui scambiarle a voce mi tocca farci un post.
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