It's real love

Puntualmente mi accade. Lo sbuffo, l’esclamazione di noia, l’incubo della tempesta mediatica e i discorsi tra amici del quale io sono puntualmente fuori. Il calcio riparte e io esclamo la mia infelicità verso uno sport che, purtroppo come dico sempre, non è riuscito mai a prendermi.
Nel senso stretto del termine e concezione adoro quell’inseguire la palla con una squadra di 11 persone, ma è tutto il resto che spegne e affossa l’interesse. Una costruzione di ricchezza e ignoranza - per quanto riguarda il tifo più estremista - che certe volte mi schifa addirittura.
Poi però, tra una serata in relax ed una partita alla Play - ovviamente giocando a F1 - mi accorgo che persino questo nostra amatissima passione non è che si discosta tanto dallo sport nazionale. Pensiamoci bene. Tolto il tifo più cieco, fortunatamente non così presente negli autodromi anche se i fischi di Monza ad Hamilton tutt’ora mi fanno vergognare, se si parla di ricchezza, giochi di potere ed affari milionari…beh la F1 ci sguazza.
Il motorsport per antonomasia è lo svago per i ricchi, mentre per noi gente comune il traguardo inarrivabile. Se vuoi correre devi pagare, e molto. Se no guardati tutte le gare alla TV e tanti saluti. Io stesso sin da bambino mostravo un attaccamento quasi morboso a tutto quello che avesse un motore e delle ruote, ma i miei genitori non avevano soldi neppure per farmi fare il bis agli autoscontri, figurati girare con i kart e roba simile. Dunque questo mondo fatto di benzina e cronometro è certamente più lontano che quello del calcio. Eppure non c’è nulla da fare.
I sogni continuano, le passioni bruciano e l’interesse non si schioda. Esattamente come la stragrande maggioranza degli appassionati. Forse se le corse diventassero sport nazionale allora qualche cosa cambierebbe, dando una piccola possibilità anche a gente completamente squattrinata, o forse no perché in fondo è bello così. Un ambiente elitario che solo pochi possono varcare, diventando dunque eroi. E poi se tutti seguissero la F1 perderemmo anche quel senso di esclusiva, quell’amore vero e potente perché superi concetti, difficoltà e classi sociali. Forse è proprio questo il segreto. Provare il vero amore che ti porterai per il resto della vita, così come il tifoso con la sua squadra. Tranne che al fischio di inizio invece che esultare, si sbuffa. Puntualmente.
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