La bestia

Sono stranito ma nello stesso tempo sicuro. Davanti a me ho la foto della Subaru di Kubica mimetizzata in mezzo a rovi e cespugli dopo la sua uscita di strada al Rally di San Martino di Castrozza.
Prima di tutto mi scuso con i veri appassionati di rally, per il fatto di addentrarmi nei loro "territori" sono quando due dei miei due piloti preferiti - indovinate l'altro? - si arrischiano tra salti e stradine e sterrati.
Guardo e leggo perplesso le poche righe che accompagnano la foto, e la solita considerazione mi viene in mente.
Gran brutto animale la passione, e quanto deve aver penato Robert in questi mesi per non poter stringere tra le mani un volante e non sapere nemmeno se mai avesse potuto tenerlo ancora in mano. Vai a spiegare tu le motivazioni che portano un essere umano con un minimo di senno a prendere tra le mani una macchina da rally con un arto che chiamarlo "braccio" è una semplificazione che non rende lo stato in cui il polacco si è messo alla guida della Subaru.
Passione, che poi è una forma d'amore e come tale ha una forza da dare e togliere la vita, che porta Kubica a abbattere alberi con una macchina da rally in uno stato fisico che definire da convalescente sarebbe la cosa esatta, e porta migliaia di persone a rischiare la vita sulle strade e piste di mezzo mondo.
Roba difficile da spiegare, facile da provare, solo per pochi possibile da seguire.
Chiudo questo brevissimo post perché altrimenti divento pesante e idealista, e questo non va bene, perché con gli ideali non si va da nessuna parte. Se devi andare da qualche parte lo devi fare con un volante in mano, vero Robert?

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