Presentimenti

Sid Watkins venne chiamato da Bernie Ecclestone - un piccoletto che ogni tanto se ne esce con certe sue idee balzane, ma che ha avuto anche delle pensate decisamente interessanti  - in Formula 1 sul finir degli anni settanta. Erano tempi in cui se si arrivava a fine stagione senza morti o feriti, si accendeva un'intera chiesa con ceri dedicati a tutta una serie di santi protettori dello sport.
Watkins fu chiamato per introdurre una sorta di presidio medico stabile e affidabile che seguisse i GP costantemente, assicurando un livello standard di sicurezza. Il tutto compatibilmente con i diversi tipi di circuiti che il mondiale andava ad affrontare.
Il suo lavoro durò negli anni e produsse risultati notevoli, diventò anche amico e nume tutelare dalla razza "pilota di Formula 1".
In particolare il rapporto con Ayrton Senna fu particolarmente stretto, tanto stretto che Watkins fu il primo a intuire che, dopo gli incidenti di Barrichello e Ratzenberger, anche ad Ayrton quel fine settimana del 1° Maggio 1994 avrebbe lasciato conseguenze irreversibili.
Il pilota brasiliano apparve profondamente turbato dopo l'incidente mortale del sabato di Ratzenberger, e Watkins riporta un breve dialogo intercorso tra lui e Ayrton, che a rileggerlo adesso fa capire tante cose sulla personalità mistica e drammaticamente eroica del pilota brasiliano.
- Perchè Ayrton domani non decidi di non partire per la gara? Penso che domani tu non debba partecipare al GP. Sei stato già tre volte campione del mondo, sei il più forte, per domani lascia perdere e vai a pescare.
Ayrton rimase qualche secondo silenzioso, poi lo guardò serio e imperturbabile:
- Sid, ci sono certe situazioni che non si possono controllare, lo sai anche tu, io non posso mollare adesso, devo andare avanti.
Watkins ammutolì. Si divisero, e quelle furono le ultime parole che i due si scambiarono.

2 commenti:

Telespalla Blog Sports and Races ha detto...

purtroppo sono piloti formidabili ma restano dipendenti dei loro capi , il circus della F1 è un grande business .

acorba67 ha detto...

sì è vero, decisamente vero, ma mi piace pensare a questa determinazione come a un qualcosa che va oltre il business.

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