martedì 23 ottobre 2012

Censura

Fu una delle prime occasioni in cui riuscì a distinguersi dal gruppo. Ancora lontano dall'incontro risolutivo della sua carriera con Frank Williams, incontro che lo portò a diventare campione del mondo nel 1980, Alan Jones nel 1976 si barcamenava tra squadre di metà schieramento cercando di costruirsi una realtà come pilota di Formula 1 dal mix di grinta, determinazione, "mestiere" e quan'altro la sua personalità gli forniva come dotazione.
Nel 1977 a Zeltweg conquistò la prima vittoria per sé e per la Shadow, ma anche l'anno prima a Brands Hatch, in occasione della Race Of Champions del 1976  - classico primaverile sino alla fine degli anni settanta -  l'australiano arrivò molto vicino a conquistare quella che avrebbe potuto essere stata la prima vittoria sua e della squadra per cui correva.
La sua presenza in quel di Brands Hatch risultò di un certa rilevanza e interesse, non per il secondo posto conquistato a fine gara alle spalle del futuro campione del mondo James Hunt, ma per un singolare retroscena legato alla sponsorizzazione della Surtees guidata da Jones.
Lo sponsor della squadra del ex pilota John Surtees era una marca di profilattici e per la bigottissima televisione di stato britannica era inammissibile solo pensare di trasmettere immagini di una vettura con "certe" scritte su musetto e fiancate.
Così finì che non ci fu nessuna telecronaca di quella gara, per colpa di una pubblicità troppo "aggressiva". Fa sorridere pensare che proprio in quei giorni da quelle parti stava per scoppiare il fenomeno punk, un'esplosione ben più potente di quella provocata da un adesivo attaccato a un alettone.

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