domenica 7 ottobre 2012

GP Giappone 2012: i più e i meno

Inizia il mondialino di cinque gare. Con Suzuka il mondiale 2012 conosce un nuova capitolo, forse il  più emozionante ed il più atteso. Tutta la fatica e i miracoli di Alonso in un colpo e in una curva vengono spazzati via, mentre Vettel rilancia speranze e sorrisi a bordo di una Red Bull tornata maestra nel trovare il vitale equilibrio aerodinamico.
Simulando l'annata 2011, la monoposto numero 1 parte e sparisce all'orizzonte, lasciando briciole e consolazioni a tutti gli altri inseguitori. Sebastian invece gioca con il cronometro, cerca sempre di più il limite mentre il muretto si dispera impaurito da cotanta velocità. Eppure i risultati danno ragione al tedesco, non solo per pole, vittoria e giro veloce ma sopratutto per un mondiale riaperto, con appena quattro punti di differenza dal leader Fernando.
Il ferrarista arresta la sua corsa chiudendo eccessivamente la porta a Raikkonen, si arrabbia come non mai e scappa via prima del tempo, proprio nel giorno in cui il vicino di box Massa torna sul podio grazie ad una gara di qualità. Molto ha fatto la macchina, ma per me anche il pilota ha aggiunto quel qualcosa in più, esattamente come Kobayashi eroe nel resistere agli attacchi di Button per il terzo posto.
 Sospinto dal pubblico di casa il samurai della Sauber placca la rimonta di Jenson e regala ai suoi connazionali una giornata emozionante. Hamilton quinto in lotta con quel set-up così fortemente voluto nelle libere, Raikkonen presente ma ancora una volta poco incline a farsi sentire, Grosjean torna ad errori e penalità. Una bella domenica mattina da smaltire con i nostri classici "i più e meno" da Suzuka:



Piloti
Efficace:
Vettel (Neppure le suppliche del suo ingegnere sono servite a rallentarlo. La macchina risponde ligia al suo volere e lui annichilisce qualsiasi cosa incontri nel suo cammino. Micidiale nel ritmo gara con l'adrenalina che sale in vista di un mondiale possibile. Finalmente bene Massa che cancella la pessima qualifica con il secondo miglior passo della corsa. Si svincola bene nella convulsa partenza e sfrutta al meglio possibile vettura, gomme e strategia. Sebastian era di un'altro livello ma intanto il digiuno di 2 anni dal podio si chiude, e parlare di rinnovo non è più un tabù)


Alonso (Viene innervosito dalle continue sfortune/problemi dentro il suo box. Parte con il musone  e chiude la domenica con tanta rabbie e poca voglia di rimanere nel paddock. Questa volta però vi è anche il suo zampino nell'incidente che può costargli davvero caro ai fini del mondiale. Webber dentro la zona punti per un soffio nonostante guida una Red Bull. Va bene l'incidente del via che ha condizionato pesantemente le prestazioni, ma anche per lui la scia di Vettel era difficile anche solo da immaginare)



Combattivo:


Kobayashi (Negli ultimi tre giri gli uomini Sauber faticano a guardare lo schermo della gara per troppa emozione. Kamui invece rimane lucido e voglioso di chiudere a podio davanti ai suoi tifosi. Button risplende nei suoi specchietti ma il samurai non sbaglia nulla, tenendo un ottimo comportamento negli ultimi, tesi giri della gara. Ricciardo regala un'altro punticino ad una Toro Rosso tutto purchè veloce, vincedo anche la sfida col il vicino di box Vergne. Spettacolo Perez prima del ritiro per eccesso di foga.)


Hamilton (Si vede già spacciato il sabato pomeriggio ed infatti non costruisce una delle sue solite gare impostate sull'attacco. Ammette l'errore nel set-up così voluto e non cerca di sopperire ai problemi con la grinta. L'impressione è che si sia ormai adagiato in attesa del 2013, un peccato visto che il titolo mondiale rimane sì difficile ma non impossibile. Compitino portato a casa da Raikkonen placato nell'animo sia per carattere sia per una Lotus che non lo soddisfa. Il guizzo del fuoriclasse rinviato a data da destinarsi.)

Fortunato:
Vettel (Nel giorno ove ti ritrovi la monoposto "che sogni di guidare la notte", il suo rivale diretto al titolo ha fretta di ritirarsi dalla gara e i venticinque punti della vittoria riaprono un intero mondiale. Non male davvero, sopratutto quando sei il campione in carica)

Rosberg (Nel mucchio della partenza da metà schieramento, imposta la curva e si becca Webber di traverso con la monoposto perfettamente allineata a tranciargli la strada. Lui altro non può fare che inchiodare, peccato che da dietro arriva Senna che lo tampona. Per il tedesco GP finito mentre al brasiliano punizione dei commissari reo di non aver l'abilità di prevedere il futuro. Vabbè.)

Auto

Efficace:
Red Bull (A Singapore approfitta dei guai altrui, a Suzuka imposta un dominio spaventosamente certo. Lotus e Mercedes stanno ancora studiando questo "Super-DRS" di loro invenzione, Newey ne copia il concetto, lo piazza sulla RB8 in configurazione gara ed ottiene eccellenti velocità di punta unite ad un mostruoso carico aerodinamico. Genio puro. Sprazzi positivi anche nel passo gara della Ferrari, ma la strada è tornata tutta in salita.)
Mercedes (La zona punti ora è un traguardo non sempre possibile. Decisamente poco per una struttura che l'anno prossimo avrà un affamato di vittorie come Hamilton. Il sole è alto, la pista calda ma la Lotus non sbalordisce più sfiancata dai continui aggiornamenti delle scuderie più ricche. Pronostici mancati anche per la McLaren, stordita dalla velocità messa in mostra dai campioni in carica)

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