sabato 6 ottobre 2012

GP Giappone 2012: qualifiche

Cambierà il casco a ogni GP, ma in realtà Sebastian Vettel adora ripetersi. Sopratutto durante i week-end di gara.
E così per il quarto anno consecutivo il sabato mattina giapponese è tutto dedicato a lui, alla sua capacità di tracciare linee perfette a Suzuka spinto da una Red Bull micidiale.
Fece il cosiddetto gesto del "ditino" già al debutto nel 2009, lo replica anche in questo acceso 2012 con il sogno del titolo mondiale da tenere vivo, recuperando più in fretta possibile quei ventinove punti iridati che lo dividono dalla vetta.
E domani l'occasione è davvero ghiotta, con una RB8 che si prende tutta la prima fila riportando Mark Webber in cima alla lista ed una Ferrari che ammette, ancora una volta, di avere seri problemi con la sua galleria del vento. Gli altri sviluppano in fabbrica e crescono in pista, la rossa nazionale sviluppa a sua volta ma rimane piantata causa uno squilibrio tra dati virtuali e reali. Pessima situazione per Alonso, deciso a far suo il terzo iridato dopo un buon tre quarti di stagioni vissuti vicino alla perfezione. Ma ancora non basta per star tranquilli. Fernando domani partirà settimo, lontanissimo dal pole e con una Ferrari che pare perdere decimi preziosi in ogni settore.
Eppure lui trova la forza per sorridere e sperare. Vede il lato positivo, con le due McLaren che comunque partiranno dietro di lui nonostante in questo sabato sono state le uniche a tenere la scia delle monoposto firmate da Adrian Newey.
Button conclude dì con il terzo tempo, ma a causa della sostituzione del cambio fatta dai tecnici di Woking per evitare un altro ritiro stile Monza e Singapore, dovrà arretrare di cinque posizioni posizionando dietro la rossa numero cinque. Comunque davanti a Lewis Hamilton, nono sia a causa di un set-up del tutto compromesso in FP3 che per un regime di bandiere gialle durante il suo giro veloce.
Raikkonen decide di esibirsi in un ottimo testacoda a metà della Q3, insabbiandosi nelle vie di fuga. I commissari, come da regolamento, chiedono a tutti i piloti presenti nel tratto pericoloso di rallentare, ma alcuni lo fanno ed altri no. Hamilton ed Alonso sono ligi al dovere ed abortiscono il loro tentativo, mentre un grande punto di domanda viene fuori se si guardano i crono di Grosjean, Kobayashi e Perez. L'idolo di casa Kamui addirittura centra un ottimo quarto posto, seguito dalla Lotus di Romain e il messicano Sergio. Tutto avvenuta durante l'esposizione delle bandiere gialle. I piloti interessati glissando ma spetterà alla commissione fare chiarezza. E già qualcosa sembra muoversi.
Chiude la top-ten Felipe Massa, graziato dai problemi di Hùlkenberg costretto a cedere la decima piazza al brasiliano della Ferrari sempre a causa di un cambio eccessivamente fragile. Peccato per Schumacher, più veloce di Rosberg ma comunque accreditato del tredicesimo tempo. Che si tramuta in una poco nobile 23esima posizione in griglia data le 10 posizioni di "multa" causa il tamponamento messo in mostra a Singapore.
Posizione ballerina e tanto da decidere in una stagione allergica ai domini e risultati sicuri. Bene bene. Seguono i tempi della Q3.

1. Sebastian Vettel - Red Bull-Renault - 1'30"839
2. Mark Webber - Red Bull-Renault - 1'31"090
3. Jenson Button - McLaren-Mercedes - 1'31"290*
4. Kamui Kobayashi - Sauber-Ferrari - 1'31"700
5. Romain Grosjean - Lotus-Renault - 1'31"898
6. Sergio Perez - Sauber-Ferrari - 1'32"022
7. Fernando Alonso - Ferrari - 1'32"114
8. Kimi Raikkonen - Lotus-Renault - 1'32"208
9. Lewis Hamilton - McLaren-Mercedes - 1'32"327
10. Nico Hulkenberg - Force India-Mercedes - 1'32"327
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