sabato 27 ottobre 2012

GP India 2012: qualifiche

Per una volta vedere le monoposto di Formula 1, sinonimo di perfezione e perverso esercizio tecnico, fumare dalle ruote posteriori causa sovrasterzo di potenza o puntare violentemente all'esterno in preda ai continui richiami al volante del pilota, ha dato intimo piacere all'animo. Una guida più grintosa e un limite più volte superato dai piloti alla costante ricerca del decimo più basso, del giro da cardiopalma. Anche la perfetta Red Bull, lanciata verso il terzo iride consecutivo grazie alle invenzione del temibile Newey, si è resa protagonisti di lunghi e scossoni a prova che il duo Vettel-Webber, per monopolizzare nuovamente la prima fila, hanno dovuto spremere a fondo il comando del gas.
Il campione tedesco anche in India aumenta di una unità il suo numero incredibile numero di pole position, precedendo per una manciata di millesimi il collega australiano. Liete notizie per la struttura austriaca che assapora, pian piano, l'idea di portare a Milton Keynes sia il titolo piloti che costruttori per la terza volta di fila.
Non bisogna però abbassare la guardia, sopratutto con avversari così preparati e combattivi. In primis la McLaren, presentatasi il venerdì con una marea di problemi da sistemare e alla fine in terza e quarta posizione. Un bel colpo di reni sia per Hamilton, comunque deciso a tirarsi fuori dalla lotta mondiale, che Button fiducioso del suo passo gara. Balzo in avanti che invece la Ferrari continua a promettere ma, puntualmente, deve rinviare.
Quinto posto per Alonso, sesto per il fido scudiero Massa. I due sfruttano a due mani il pacchetto della F2012, ma questo non basta per centrare almeno la seconda fila e tenere la scia della lanciatissime RB8. Un altro sabato da co-protagonisti e una gara tutta in salita sin dalla partenza. Fernando nuovamente è chiamato al miracolo ma persino lui, l'uomo di squadra per antonomasia, colui che fa del gruppo la sua forza, comincia a cedere sotto i colpi della rabbia e frustrazione. Una stagione vissuta a livelli eccelsi per poi vedersi sfuggire via il titolo proprio all'ultimo, senza in alcun modo poter far qualche cosa per evitare che l'incubo diventi reale.
Lo spagnolo sa perfettamente che, andando avanti così, il suo palmares resterà fermo a due iridi sancendo, probabilmente, una profonda spaccatura tra lui e il mondo di Maranello. Lui vuole vincere ma puntualmente la squadra non gli concede il mezzo per farlo. E la pazienza ha un limite per tutti.
Il silenzioso Raikkonen osserva il tutto dalla settima piazza, precedendo un trio decisamente agguerrito composto da Perez, Maldonado e Rosberg, tutti accomunati dalla capacità di guidare al di sopra dei problemi delle loro monoposto centrando una qualifica più che positiva. Nell'appuntamento di casa la Force India manca la top-ten così come la Toro Rosso, tornata alle solite difficoltà dopo l'exploit coreano.
Domani sarà il momento di consegnare i sempre più preziosi punti iridati. Chi deve confermare i pronostici, chi compiere il miracolo. Seguono i tempi della Q3.


1. Sebastian Vettel - Red Bull-Renault - 1'25"283
2. Mark Webber - Red Bull-Renault - 1'25"327
3. Lewis Hamilton - McLaren-Mercedes - 1'25"544 
4. Jenson Button - McLaren-Mercedes - 1'25"659 
5. Fernando Alonso - Ferrari - 1'25"773 
6. Felipe Massa - Ferrari - 1'25"857 
7. Kimi Raikkonen - Lotus-Renault - 1'26"236 
8. Sergio Perez - Sauber-Ferrari - 1'26"360
9. Pastor Maldonado - Williams-Renault - 1'26"713 
10. Nico Rosberg - Mercedes - senza tempo
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