Il lato oscuro dei Samurai

Strano destino quello dei piloti giapponesi in Formula 1. Non considerando i vari Hasemi, Takahara, Hoshino, e mettiamoci anche Nakajima padre, il primo vero giapponese da Formula 1, c'è un filo conduttore che lega le esperienze dei piloti del sol levante nell'automobilismo a ruote scoperte.
Parlo di Kamui Kobayashi, ma anche Takuma Sato, Nakajima figlio e anche Katayama: in fondo le loro carriere si somigliano un po' tutte.
Con alle spalle una delle grosse case automobilistiche del sol levante i loro inizi in Formula 1 sono stati accompagnati da un misto di dubbi, curiosità e stupore, le loro prestazioni all'inizio apparivano decisamente sorprendenti, o forse questa sorpresa era semplicemente frutto di uno scetticismo non confermato che ha creato in tutti i casi una specie di abbaglio.
Per Kobayashi, Sato e Katayama la sorpresa iniziale si è anche solidificata in qualcosa di più concreto, i risultati e le gare da ricordare sono arrivate, insomma pensando a gente che ha campato  per anni - e campa tuttora - in Formula 1 grazie a podi e vittorie fortuite questi giapponesi non hanno avuto tanto meno merito, e, pensando anche a un Kobayashi a rischio appiedamento per il 2013, il loro accantonamento  è sempre sembrato prematuro, come se per i piloti del sol levante non valesse la stessa regola degli altri, come se essere giapponesi rappresentasse una specie di onore/onere da confermare subito e senza scuse o ritardi.
Facile identificare un altro filo comune in queste carriere: la mancanza di costanza nei risultati, l'alternare a gara da fenomeni, prestazioni da cui far nascere sorrisini di compatimento e i "soliti" luoghi comuni su kamikaze, samurai, e che cavolo d'altro strambo esiste da quelle parti.
Strano destino quello di essere giapponese, strano destino anche quello di Kobayashi, uno capace di qualsiasi impresa, capace di farti saltare dalla poltrona, ma anche di farti lanciare il telecomando nello schermo. Se però, almeno per lui, si potesse rompere questa regola dell'appiedamento prematuro...

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