lunedì 1 ottobre 2012

Quando una bella mattina...

Non capita nulla per anni, niente, al massimo in Lotus si ribalta la line-up  a ogni inizio di stagione nel tentativo disperato di trovare un degno sostituto per un talento come Robert Kubica, ma dal 2010 i piloti dei top-team sono calcificati nella memoria e nella realtà della Formula 1... e poi in una mattina succede il finimondo.
Sì perchè quello che è successo venerdì mattina è roba destinata a spostare gli equilibri per parecchio
tempo.
Lewis Hamilton che lascia "mamma" McLaren per cercare di contrastare le forze che negli ultimo tre anni non gli hanno permesso di sfruttare tutto il suo potenziale, e Sergio Perez, uno che corre da campione consumato nonostante abbia solo una trentina di GP alle spalle, che segue in qualche modo l'esempio tracciato da Raikkonen  e passa dalla fabbrica di talenti Sauber a una delle squadre vincenti del Circus.
Ovvio che i media anglosassoni siano rimasti letteralmente scioccati dalla separazione occorsa in quello che sembrava un matrimonio quasi eterno alla Clark e Lotus , o Schumacher e Ferrari - ho detto quasi - o Stewart e Tyrrrel.
Le reazioni sono state delle più disparate: si è parlato dal considerare da pazzi la mossa di Hamilton; a quella di malignare su un sedile a pagamento in McLaren per Perez; infine a paragonare la dipartita del Lewis  dalla nazionale automobilistica inglese alla stregua dell'addio alla Williams di Jacques Villeneuve destinazione BAR .
Parole al vento.
Una realtà come la Mercedes - anche se marchiata AMG, anche se nella stato di competitività 2012 - non è la scommessa nel buio della BAR del 1999, e Sergio Perez ha ampiamente dimostrato di poter campare "degnamente" con un volante in mano.
Insomma, forse chi ci perde sono gli attori non protagonisti di questa vicenda. Parlo di Michael Schumacher che rischia di chiudere una carriera leggendaria con una defenestrazione poco onorevole; e parlo - ancora una volta - della Ferrari che dopo quasi un secolo di vita non ha ancora capito che avere due piloti in squadra vincenti non indebolisce una squadra; anzi.
Ma certo non sarò io a spiegarglielo.... e  nemmeno loro a capirlo mi sa:)
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