Vittorio e la quarta


Buenos Aires, 1978, prove libere del GP d'Argentina, prima gara della stagione. Si corre nel pieno dell'inverno europeo e dell'estate sud americana: caldo torrido, sudore e nervosismo.
Se poi la macchina sta in strada nelle curve a destra e non in quelle a sinistra, se poi un paio di marce escono al minimo sobbalzo...
Vittorio Brambilla comunque non demorde, percorre un altro paio di giri, giusto per essere certo della natura del problema: ancora, solito problema, ma ormai l'ha capita ed evita accuratamente il fuori giri.
Rientra ai box: caldo, sudore e nervosismo.
I meccanici gli fanno cenno di scendere, smontano il cambio, lui segue la scena all'interno dei box, all'ombra.
Che caldo.
Uno dei meccanici si alza, lo guarda soddisfatto, in mano ha un cilindretto metallico, è il sincronizzatore della quarta, il meccanico dice che effettivamente è deformato.
Vittorio lo guarda, fa una smorfia, si asciuga il sudore sulla fronte, guarda la pila di gomme a pochi passi: a lui uscivano la terza e la quinta.

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