GP Abu Dhabi 2012: beati gli ultimi

Manca davvero pochissimo. Una manciata di punti o un altro zero per il diretto inseguitore, e Sergio Perez potrà festeggiare la conquista del titolo mondiale della "Beati gli ultimi", gioia da aggiungere al contratto già firmato con la McLaren in vista del 2013.
Aspettando che sia la matematica a decretare il vincitore finale, Sebastian Vettel mette a segno una domenica letteralmente bestiale, chiudendo l'appuntamento di Yas Marina come assoluto vincitore con tanto di giro veloce. Spinto da una Red Bull pasticciona nel calcolare il quantitativo di carburante per le qualifiche e le - assurde - voci che lo vogliono come un pilota più fortunato che bravo, il tedesco recupera ben ventuno posizione e con estrema autorità si porta sul gradino più alto del podio. Nulla può un già ottimo Kobayashi, poche volte inquadrato dalle telecamere ma in grado di segnare un bel +9 perfetto per aggiungere altri punti iridato nel ricco bottino della Sauber per quanto riguarda la lotta dei costruttori.
Glock chiude il podio tornando in scia al compagno di squadra, anche lui però distante dall'attuale leader messicano in grado di comandare nonostante cinque pesanti zeri ed una intelligente costanza da parte di Ricciardo, oggi quarto ma nuovamente a punti. Tattica che lo ha portato addirittura in seconda posizione davanti ad avversari più quotati tra cui il francese Vergne, questa volta fuori dalla top-six per un soffio.
Senna e De La Rosa si spartiscono i pochi punti rimanenti ma tutti gli occhi sono per Sebastian Vettel - impegnato a conquistare un altro titolo- e Sergio Perez. Le promesse di una Formula 1 che, quasi sottovoce, sta vivendo un ricambio generazionale.



MAGLIA NERA

Si continuerà sino alla fine. Botta e risposta quasi casalingo, sfruttando la relativa tranquillità iridata grazie ad un dominio mai messo in discussione. Il titolo mondiale made by "Maglia Nera" resta un affare dei soli Karthikeyan e De la Rosa, ancora una volta protagonista di un clamoroso ritiro che ha portato un nuovo nome in cima alla classifica.
Narain, proprio nella settimana in cui era tornato il leader iridato, si vede arrivare a doppia velocità la Mercedes di Rosberg innestando un spettacolare tamponamento fortunatamente senza alcuna ripercussione fisica per i piloti. Tolto lo spavento però vi è uno zero in classifica che viene sfruttato dal vicino di box Pedro, nuovamente vincitore e in prima posizione dopo i due zeri rimediati nelle ultime settimane. L'indiano può comunque recuperare tutto il terreno perso, sperando magari di non dover più affrontare un episodio come quello di Abu Dhabi.
Senza la sua scomoda presenza, Petrov e Perez si garantisco un buon podio. Il messicano della Sauber rientra prepotentemente in zona punti dopo il fattaccio con Webber e Grosjean, mentre Vitaly conduce la Caterham tra i primi senza timore e davanti Glock ma sopratutto il suo compagno di squadra Kovalainen.
Manca all'appello Charles Pic, tradito dal motore e forse indiretta pedina che ha già consegnato il titolo costruttori 2012 alla HRT. In testa già dopo il primo appuntamento dell'Australia, la struttura spagnolo praticamente non ha mai sbagliato un colpo confermando il successo del 2011 e gestendo con intelligenza la sfida iridata tra i suoi due piloti. Strenua la resistenza della Marussia, ma contro un avversario così preparato a ogni week-end c'è stato davvero poco da fare.
Non resta dunque che assegnare gli iridi per i piloti, forse i più importanti e sentiti da tutti. La trasferta americana potrà indicare definitivamente la strada, con la sentita possibilità di un trionfo ispanico. Almeno qui da noi. Seguono classifiche aggiornate.



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