GP USA 2012: i più e i meno

Che gara stupenda. E chi dorme adesso con tutta l'adrenalina che si è scatenata?  La pista di Austin ha dimostrato di essere meglio del previsto, e se ne sono viste di situazioni interessanti in questo ritrovato GP degli USA.
 Ha vinto Lewis Hamilton, finalmente vien da dire, dopo certe sfortune, ma la lotta con la Red Bull di Vettel si è risolta in un battito d'ala... anzi di DRS.
Per il tedesco e per Alonso tutto è rimandato a Interlagos, e sinceramente fa un po' pena sentire certe dichiarazioni in rosso che impugnano la sorte come unica arma per avere la meglio nel campionato piloti. Perlomeno stare in silenzio...
Si è capito a metà del primo giro che per le lattine blu non sarebbe stato così divertente la gita in Texas. La pista, cambiata profondamente nel corso dei tre giorni, ha via via ridotto il vantaggio teorico delle RB8 nei confronti degli avversari. La Red Bull non volava, Webber arrancava prima e si fermava poi causa il solito alternatore, Vettel sembrava più tranquillo del solito, conscio di non poter fare il fenomeno come gli riesce nelle giornate migliori, centellinando il vantaggio sullo scatenato Hamilton come ossigeno prezioso.
Dopo uno strenuo inseguimento il professor Lewis ha dato l'ennesima dimostrazione di quanto la cattedra di "Arte del sorpasso" sia saldamente nelle sue mani. L'inglese è stato fenomenale, si è ripreso quello che la sorte gli aveva tolto a Singapore e a Yas Marina con una rincorsa senza sosta alla leadership apparentemente intoccabile di Vettel e con un sorpasso perfetto nel tempo e nell'esecuzione.
Detto del ridimensionamento Lotus. con Kimi e Romain ritornati sulla terra e terribilmente lenti in rettilineo; di una coppia Williams che per poco non si sperona sotto gli occhi del povero Frank; di un Hulkenberg ancora una volta il migliore della coppia Force India; di un circuto che ha piacevolmente sorpreso in gara così come invece aveva preoccupato in qualifica; ecco i "i più e meno" dall'anfiteatro di Austin:


Piloti
Efficace:
Vettel/Hamilton (Non riesco proprio a dare una preferenza. Uno ha vinto e uno no, ma hanno dato il massimo tutti e due. Lasciamo perdere i  discorsi di macchine e gomme, la lotta è stata mentale e questa volta ha vinto Lewis per un detteglio riconducibile a un doppiato che ha ridotto di quanto bastava il distacco tra i due, ma che a ben vedere poteva essere benissimo anche un battito di ciglio di uno spettatore. Per Massa una prova di umiltà, velocità, determinazione e metteci quello che volete dopo la doccia fredda della retrocessione tattica.)


Schumacher (Non è questione di risultati, la Mercedes è una pena, e non molti riuscirebbero a fare meglio di lui, ma è quel suo atteggiamento stolto in certe situazioni che proprio non riesce ad abbandonare la leggenda tedesca)



Combattivo:


Button (Rieccolo il Jenson inspirato. Fantastico nel lottare con il mondo intero a inizio gara, ha poi  avuto ragione delle due Lotus e ha veramente raccolto il massimo.)


Di Resta (Mentre il compagno Hulkenberg lottava per le posizioni a ridosso podio, lui si perdeva in fondo al gruppo. Strano per uno che ha sempre dimostrato di vendere cara la pelle.)


Fortunato:
Alonso (Ha svolto il suo compito, ma l'impressione è che gli abbiano confezionato il pacchetto sin dal via. Oh certo la sua partenza è stata al solito fenomenale, ma sono state fatte carte false pur di farlo partire dal lato buono. Chiude terzo, ma a una quaresima di distanza e con il compagno di squadra che è sembrato decisamente più in palla di lui. Chissà se uragani e cavallette potranno dargli una mano a Interlagos...)

Webber (Questa volta la vittima dell'alternatore maledetto è lui. Nessuna colpa questa volta per l'australiano, solo una sana dose di sfortuna.)



Auto

Efficace:
McLaren (La Red Bull vince il titolo costruttori, proprio nel giorno in cui sembra così vulnerabile, sia dal punto di vista dell'affidabilità che come velocità in rettilineo. Per la McLaren risolti i problemi di affidabilità, ecco una dimostrazione di forza preventivata da tempo.)
Ferrari (Come ad Abu Dhabi, pochi vantaggi dai nuovi pezzi, e una monoposto che è sembrata più a livello delle Lotus che di McLaren e Re Bull. Ennesima figuraccia Mercedes, ma paradossalmente adesso quasi nessuno ci fa più caso. Che sia una tattica voluta?)

5 commenti:

milo temesvar ha detto...

Sì, d'accordo su tutto, ma di fatto ci esaltiamo per sorpassi fatti a colpi di DRS, ci siamo abituati alla logica dell'assurdo.

Telespalla Blog Sport and Race ha detto...

Secondo me il DRS è la logica conseguenza dell'aerodinamica esasperata, è molto deprimente vedere un pilota più veloce non riuscire a passare l'avversario, quindi ben venga il DRS, non è una cosa a vantaggio di pochi, dopo il sorpasso a tuo danno , se ne hai, puoi sorpassare a tua volta.

acorba67 ha detto...

Della gara di ieri è stato entusiasmante l'avvicinamento di Hamilton a Vettel... poi è finito tutto

milo temesvar ha detto...

Vero; e se l'aerodinamica è esasperata, forse è perchè ormai è possibile lo sviluppo solo nell'aerodinamica. A me sembra che abbiamo una formula uno con pochissimi valori tecnici e che piuttosto che far emergere i valori sportivi, preferisce indicare i punti dove si deve sorpassare, a favore (?) dello spettacolo

Telespalla Blog Sport and Race ha detto...

Ripeto, l'importante è che se sei più veloce devi avere la possibilità di passare l'avversario, che spettacolo davano i trenini di vetture che sfilano per giri e giri senza avere la possibilità di un sorpasso? per fare un pò di spettacolo si erano inventati i rifornimenti... molto meglio il DRS.
Hamilton era più veloce e ha vinto.
E non è stato per niente facile, ha avuto solo una occasione e l'ha sfruttata.

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