GP USA 2012: qualche grafico

Ogni vittoria di Lewis Hamilton è un piccolo capolavoro, bisogna riconoscerlo, e anche quella di domenica non si sottrare certo da questa categorizzazione.
Non dite che non ci aveva pensato. Sin dalle prime prove per Hamilton l'obiettivo era quello di partire a ridosso delle Red Bull, magari anche davanti, e per poco, a dispetto delle manciate di secondi che Vettel distribuiva a tutti gli altri, l'inglese si è piazzato in prima fila, ma nel posto sbagliato, quello dal lato unto e sporco, quello che in teoria doveva risucchiarti sotto terra e lasciarti andare solo un giro dopo.
Vediamo dalla consueta serie di grafici relativi al GP appena corso se tutto il "terrorismo" psicologico esibito nell'immediata vigilia della gara - mossa "strategica" della Ferrari compresa - ha avuto ragione d'essere.
Partiamo dal consueto grafico relativo alle posizioni in gara. Ce ne sono di comportamenti in gara da valutare: si parte da Michael Schumacher, che ineserobilmente precipita verso il fondo del gruppo dopo una qualifica decisamente positiva; per passare a Grosjean che si ritrova ultimo o quasi dopo il testacoda e relativo pit e risale poi sino a bloccarsi al settimo posto alle spalle del compagno di squadra; o a Button che dopo un inizio gara difficoltoso e confuso inizia a risalire sino a portarsi alle spalle delle due Ferrari. Se poi si va a vedere il via, l'unico a mantenere la posizione pur partendo dal demonizzato lato sporco è Grosjean, per gli altri ci sono perdite ma in fondo niente di troppo diverso da una normale partenza di GP.
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Passiamo poi al grafico relativo ai tempi sul giro. Incredibilmente serrata la lotta tra i due per tutta la gara. Solo poco prima della sosta per il cambio gomme, Lewis molla la presa a causa di un calo delle sue gomme, ma per il resto le loro linee vanno continuamente a intrecciarsi a dimostrazione di un equilibrio spezzato a fatica e solo grazie a una determinazione mostruosa dal pilota inglese.
E se Hamilton non avesse sfruttato quell'unica occasione? Difficile dire cosa sarebbe successo, forse Vettel l'avrebbe scampata perchè i suoi tempi dopo la crisi che lo porta a soccombere si dimostrano ancora in grado di rivaleggiare con la McLaren. Insomma, da qualunque parte la si osservi quella tra Vettel e Hamilton ad Austin è stato un duello figlio ed esempio della Formula 1 moderna. Tanto di cappello a tutti e due.
E Alonso? Attivate la sua linea insieme a quella dei due battistrada: secondo voi? E anche la storiella detta in TV che avrebbe rallentato una volta visto il ritiro di Webber mi sembra decisamente poco credibile, visto la possibile minaccia  prima di Raikkonen e poi di Button - certo pur con un Massa alle sue spalle.
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Ecco poi il grafico relativo ai distacchi in gara. Da qui si vede come Hamilton agisca con un modus operandi molto simile nei due stint. La curva del suo distacco da Vettel si ripete, prima e dopo la sosta: se nel primo caso è costretto a mollare, nel secondo l'avvicinamento è inesorabile.
Da notare in questo grafico anche la crisi di Raikkonen, che vede nella seconda parte di gara la sua linea puntare inesorabilmente verso l'alto, a differenza di quelle di Massa e Button in linea e allo stesso livello di Fernando Alonso.
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Per finire ecco le classifiche in forma grafica, sia quella piloti...

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...che quella costruttori:

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