La fattoria degli animali

Chi ha detto che la Formula 1 non è uno sport a contatto con la natura e gli animali? Spazio intorno alle piste c'è sempre stato sin dai primi tentativi di cirscoscrivere il percorso delle corse a uno spazio limitato, abbandonando il primo tipo di gara - quello cioè da città a città - che era stato il motore trainante della fase pioneristica delle competizioni automobilistiche.
Di certo Mika Hakkinen, campione del mondo nel 1998 e 1999 e grande rivale del plurititolato Michael Schumacher, ha provato sulla propria pelle l'emozione di sentirsi un tuttuno con la natura e i suoi abitanti
Il finlandese - forse perchè proveniente da un paese in cui la natura è prepotente e dominante - ha avuto sempre una "predilezione" per gli incontri con ospiti decisamente indesiderati in un circuito di Formula 1.
Nel 1994 in Canada fu una marmotta a finire anzitempo la propria esistenza sotto le ruote della McLaren del finlandese; ma la problematica relazione di Mika con la fauna non finisce qui.
All'Estoril, circuito portoghese caratterizzato da una luna curva prima del rettilineo del traguardo, durante una sessione di test un cane si parò improvvisamente davanti alla monoposto guidata da Hakkinen. L'incredulità ben presto lasciò spazio alla freddezza necessaria per finire nell'erba deviando la traiettoria di quanto basta per evitare l'animale.
Ma il peggiore incontro per Mika doveva ancora accadere. Sempre durante una sessione di test, questa volta a Magny Cours, la collisione con un altro animale - un uccello questa volta - provocò la distruzione completa della visiera e di parte del casco.
Nessuna conseguenza per il finlandese, ma probabilmente per lui... niente animali in casa.

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