Cosa resterà del 2012: parte 1

In extremis, ma ce l'hanno fatta. Non parlo di Red Bull e Vettel, piuttosto mi riferisco a quelli di Maranello e all'antipatico siparietto su presunti graduatorie di meriti e validità di titoli, condito con bandiere di colori scambiati e ricorsi ipotizzati o possibili.
Alla fine - oltre all'evidenza - l'ha spuntata il buon senso e le prime critiche di "bad loser" provenienti da mezzo mondo sono state smorzate sul nascere.
Rimane comunque una sensazione di grossa delusione da parte degli uomini in rosso, per nulla mascherata dalle dichiarazioni da "macho" rilasciate dai vertici Ferrari nel dopo Interlagos, ma se ti guardi indietro e scorri la classifica piloti di mezza estate non è possibile non essere in sintonia con certe impressioni di tempo perduto.
Adesso però di questa stagione lunga e varia costruiamoci un riassunto in una decina di punti, il consueto - perlomeno per chi frequenta da qualche anno questo blog - elenco di eventi, sensazioni, immagini che probabilmente rimarranno nella memoria collettiva da Formula 1 anche a distanza di qualche anno.

P.S.
Ovvio che se siete pazzi solo per il cricket la vostra memoria potrebbe non rimanerne minimamente scalfita:)

1) Il terzo titolo consecutivo di Sebastian Vettel: come non partire da Seb? Vincere tre titoli consecutivi vuol dire tanto, non vuol dire solo guidare una Red Bull. Perchè - e questo è un concetto banale ma che non smetterò mai di ripetere - non basta aver la macchina migliore per essere il migliore, ci vuole testa, coraggio, costanza, sicurezza, abbassare la visiera ora dopo ora, giorno dopo giorno, magari anche se non si calza un casco in testa:)
La griglia di partenza è piena zeppa di gente che, messa  nelle stesse condizioni, non avrebbe vinto nemmeno un decimo di quello che ha vinto Vettel. Sono tanti questi nomi, non facciamoli, Natale si avvicina, ma sappiamo tutti benissimo di chi si sta parlando,
Quest'anno poi Seb ha avuto anche l'occasione di dimostrare come certe teorie secondo cui sarebbe capace solo di vincere partendo davanti a tutti - come se essere in pole fosse una colpa poi - sono frottole di chi non si capacita di come a così poca distanza dal tramonto di un cannibale - Schumacher - ne sia nato subito un altro. Ma c'è un altro punto che esalta ancor di più il terzo titolo di Sebastian Vettel...

2) L'annata "terribile" di Alonso: ...ed è l'aver vinto davanti a un Fernando Alonso in versione 2012. Mi piace pensare all'analogia tra il Senna del 1993 e l'Alonso di questa stagione. Determinati, in uno stato di grazia incredibile, capaci di lottare in pista e fuori, e di giocare a tessere tranelli psicologici agli avversari per supplire a una carenza dal punto di vista tecnico sino ad arrivare a rendersi forse poco simpatico. Ma la Formula 1 non è un posto per persone simpatiche.
Le ha provate tutte l'asturiano, ha vinto gare al limite dell'impossibile - Malesia e Valencia - ha scomodato i samurai, il destino, ha sfoderato una fidanzata nuove di zecca, ha twittato e spronato la squadra, ma, come per il suo illustre predecessore, quest'anno di lui rimaranno i ricordi esaltanti di chi lo ha seguito a bocca aperta e respiro bloccato per 20 gare.

3) I sette vincitori in sette gare  ...diventati alla fine otto in un anno: certo che dopo l'estate sembrava solo un lontano ricordo, ma il senso di imprevidibilità - quasi impotenza a volte - che la prima parte della stagione ha creato in addetti ai lavori e non è una di quelle sensazioni che più rimarranno nella mente.
Button, Alonso, Vettel, Webber, Rosberg. Hamilton, Maldonado... ogni gara era storia a sè, ogni GP sembrava l'inizio di una stagione diversa, con valori in campo mutati quasi senza ragione. Ci hanno pensato Alonso prima e Vettel poi a "mettere un po' d'ordine" tra 'sti ragazzi indisciplinati, e alla fine magicamente tutto è tornato come prima, con le solite note a dominare la scena. Il rientrante Kimi poi, dopo aver sfiorato più volte il bersaglio grosso, ha messo la ciliegina sulla torta, regalando ad Abu Dhabi una prestazione - per tante ragioni - indimenticabile.
Meglio, sette vincitori in sette gare, o quattro vittorie consecutive di un unico pilota? Diciamo che se le due cose capitano nello stesso anno possiamo ritenerci decisamente soddisfatti.

Ci vediamo tra qualche ora, perchè l'elenco non finisce certo qui...

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