mercoledì 5 dicembre 2012

Cosa resterà del 2012: parte 3

C'eravamo lasciati con i grandi ritorni, gli addii definitivi, le grandi vittorie, ma anche le incredibili delusioni. In questa terza e ultima parte della nostra retrospettiva vediamo quello che è successo a ridosso di chi ha posto la firma su almanacchi e classifiche, chi la propria firma l'ha messa non proprio in prima pagina insomma.
Parliamo di Felipe Massa, Romain Grosjean, Sergio Perez, la tragicomica HRT, e altra varietà da Formula 1, avvenimenti e immagini per cui forse servirà una memoria più forte del normale per fissarseli in mente, ma che lo stesso val la pena di ricordare.

8) L'anno a due facce di Felipe Massa: a un certo punto sembrava spacciato, senza nessuna possibile collocazione per il futuro non solo in Formula 1 ma addirittura nelle corse automobilistiche. Chiunque avesse avuto il pulsante rosso a disposizione l'avrebbe sicuramente schiacciato.
Poi è capitato quello che non ti aspetti, prima il ritorno a punti, poi a podio, poi una qualifica meno deludente delle altre, un'altra migliore del suo compagno di squadra. A fine stagione forse la Ferrari che poteva dare più fastidio alle Red Bull era la sua.
Una sola osservazione: la sua rinascita è stranamente coincisa con l'inizio della regressione Ferrari, e contemporaneamente a questa la forbice tra le prestazioni di Fernando Alonso e le sue si è ridotta drasticamente. Insomma tutti i fattori della competitivià Ferrari a convergere verso un punto di stabilità che non ha portato a nessun risultato. Quali conclusioni trarne? Non lo so, chi scrive non si veste di rosso ogni mattina, e scrive solo pensieri sconnessi su un misero blog di periferia, ma la faccenda deve far riflettere chi in quel bel vestito rosso ci vive tutto l'anno.

9) La rivelazione Sergio Perez: è stato l'anno della sua "quasi" definitiva consacrazione. In fondo ci sarebbe da esserne soddisfatti: due GP corsi in maniera eccezionale e che lo hanno portato a pochi passi dalla vittoria, Malesia e Italia; una serie di prestazioni, soprattutto in gara, che hanno fatto strabuzzare gli occhi a parecchi e convinto quelli di Woking a eleggerlo come successore di uno come Lewis Hamilton, ma poi l'eauilibrio si è rotto.
Giusto in concomintanza con l'annuncio del suo passaggio in McLaren, è iniziata una sua involuzione fatta di "strani" incidenti in gara, e prestazioni improvvisamente decisamente sotto il suo standard, e sotto anche quelle del suo silurato compagno di squadra.
Per meritarsi un posto in McLaren non basteranno certo un paio di gara azzeccate all'anno, da quelle parti le aspettative sono altre, e a Woking cominciano a chiedersi se la mossa sia stata quella giusta. Anche perchè sostituire uno come Lewis Hamilton sembra una di quelle imprese disperate perse in partenza.

10) I tredici crash di Grosjean: veloce il ragazzo, indubbiamente. Anche il compagno di squadra Kimi Raikkonen in un intervistà a metà stagione come risposta alla domanda sul perchè Romain fosse quasi sempre davanti a lui in qualifica rispose: "perchè è più veloce". Semplice no?
Ma poi è arrivato Spa, e quel suo incidente pazzesco al via, con l'aggravente di lesa maestà nei confronti di uno dei duellanti per il titolo mondiale, il processo mediatico e istituzionale, e infine la squalifica per il GP successivo che ha sicuramente rovinato il resto della sua stagione e forse compromesso seriamente il prosieguo della sua carriera in Formula 1.
Non è un granchè simpatico, ma non importa, perchè Romain si trascina con sè quella genialità in pista che se addomesticata potrebbe portarlo lontano.
Quanto durerà il suo personale percorso di educazione? E soprattutto, visti anche i danni materiali accumulati, ci sarà qualche squadra disposta a sobbarcarsi un onere del genere?

11) L'ultimo anno della HRT: dall'anno prossimo non vedremo più le bianche monoposte iberiche - la livrea del 2011 era anche particolarmente accattivante - partire regolarmente per primi a ogni sessione di prove, venerdì e sabato, quasi a voler in quel modo levarsi almeno una minima soddisfazione.
La casa spagnola dopo tre anni passati nella mediocrità - mi scuso per chi ci ha lavorato, e speso tempo e denaro, ma il distacco dai primi è sempre stato oltre ogni soglia di tolleranza sportiva - non si presenterà al via della stagione 2013. Ci hanno provati in tanti, piloti esperti e non, ma non è servito a nulla. La HRT raggiungerà il lungo elenco di tentativi falliti di entrare con pochi mezzi a disposizione nella giungla senza pietà della Formula 1.
Ma non sono soli. Perchè anche Marussia e Catheram meritano una citazione comunque: se dopo tre anni continuano a viaggiare in una categoria a parte, anche in loro qualcosa di sbagliato ci deve essere.

E con questa abbiamo finito. Perchè 11 punti e non 10? Perchè 11 è uno in più di 10, e perchè probabilmente tutto il resto è perfettamente dimenticabile.
Ciao a tutti.
Share this post
 
Posts RSS Comments RSS Back to top
© 2011 Yet Another F1 Blog ∙ Designed by BlogThietKe | Distributed by Rocking Templates
Released under Creative Commons 3.0 CC BY-NC 3.0