Rompere il ghiaccio

Brutta roba la dislessia, disturbo dell'apprendimento di un bambino che per il pensiero comune è quasi considerata malattia tra le malattie, un qualcosa di oscuro, poco compreso, sussurato ma non per questo facile da affrontare. Una parola che quasi solo a pronunciarla fa spavento e disegna paesaggi sconosciuti e nemici.
Non è mia intenzione in questo momento esibirmi in considerazione psico-pedagogiche, tutt'altro, voglio solo parlare di Jackie Stewart, tre volte campione del mondo di Formula 1, leader e paladino del movimento che portò a un profondo ripensamento della sicurezza nelle corse e forse al senso delle stesse corse autombilistiche
Il ragazzino Jackie era affetto da questo distrubo, dislessia, ed esserlo nella Scozia dei primi anni cinquanta non era certo un faccenda semplice. Scuole impreparate, maestri e professori ancora meno, per Jackie la scuola era una tortura, giorno dopo giorno, un sentirsi considerato inferiore, senza il minimo supporto delle istituzioni che in certi casi dovrebbero dare il necessario supporto alla famiglia.
Il ragazzino si stava inesorabilmente chiudendo in sè stesso finchè il primo giorno dell'anno del 1953 il piccolo Stewart seguì lo zio a una gara di tiro al piattello. Sarà stata l'aria di festa, sarà stato che la quasi totalità dei partecipanti si presentò in pedana con i postumi dei festeggiamenti del giorno prima, fatto sta che a vincere quella gara fu Jackie Stewart, l'imbranato, quello che non riusciva in niente, proprio niente.
Per la prima volta nella sua vita basta vergogna e imbarazzo davanti a una platea per non essere in grado di leggere una semplice frase scritta sul foglio, basta silenzi frastornanti, per la prima volta per lui solo gloria e festeggiamenti.
Sarà stato anche una semplice gara di tiro al piattello ma quel giorno venne posata la prima pietra della gloriosa carriera di Sir. Jackie Stewart.

1 commento:

milo temesvar ha detto...

comica l'immagine dei tiratori alticci

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