martedì 15 gennaio 2013

A proposito di sicurezzza

La GPDA, "Grand Prix Drivers' Association", nacque nei primi anni sessanta con l'obiettivo di creare un fronte comune per i piloti di fronte agli altri attori - autorità sportive, organizzatori, e costruttori - costituenti il gran palcoscenico della Formula 1.
In pratica una roba del tipo: in pista ci andiamo noi e qualcosa dovremmo pur contare...
Negli anni, Stirling Moss, Jo Bonnier, Jackie Stewart, Michael Schumacher a tanti altri si sono alternati come presidenti a dimostrare le buone intenzioni degli interessato. Disgregatasi nel 1982 sotto i colpi della lotta di potere tra FISA e FOCA si ricostituì nel 1984 sino ad arrivare ai giorni nostri con Pedro de La Rosa come ultimo presidemte.
Tante volte l'azione dell'associazione è apparsa incisiva e concreta, altre volte il congenito e naturale indiviualismo dell'"essere" pilota ha svilito di ogni significato e potere la GPDA.
Per cercare di comprendere che razza di impresa fosse mettere insieme un'intera griglia di menti da corsa è esemplare quest'esternazione di Chris Amon:
- Certe volte in quelle riunioni c'è da essere preoccupati. Senti della gente che vorrebbe creare spazi ovunque, levare alberi, livellare il terreno, eliminare ogni dislivello, mettere guardrail in ogni metro di pista... mi sorprende che non richiedano di mettere dei guardail anche nella loro camera d'albergo, dopotutto la maggior parte della gente muore nel proprio letto.
Ovvio che la faccenda non sia mai stata semplice.

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