Gli intoccabili

Parliamo di piloti. E' di questi giorni la notizia che Timo Glock ha deciso di andarsene dalla Marussia. Decisione saggia e comprensibile, il treno della sua carriera se ne era andato con il ritiro della Toyota e, dopo aver passato gli ultimi tre anni a vedere gli alettoni di tutti gli avversari, ha deciso di passare al DTM. 
Glock è però solamente uno dei tanti, relativamente a una griglia di partenza ovviamente, che a ogni inizio stagione è di fronte al bivio se continuare o cercare fortune in altre formule e campionati. Il fascino della Formula 1 è forte, ma probabilmente per chi ama la guida e la sfida è possibile trovare altro.
Un altro pilota che nel 2013 non ci sarà - perlomeno all'inizio - è Kobayashi. Pensarlo fuori dalla griglia fa un poco fa male, non perchè abbia dimostrato di essere così meglio degli altri, ma perchè gli altri non si sono dimostrati poi tanto meglio di lui.
Diciamocelo, tra tutti i sedili occupati in Formula 1 solo una ristretta cerchia di eletti può fregiarsi del titolo di "intoccabile", di quello status e considerazione che fa pensare a una gara o una stagione senza quel pilota come un evento anomalo. E quali sarebbero questi "intoccabili"?
Semplice direi, non mi invento certo nulla sparando certi nomi, e senza voler fare nessuna classifica, mi verrebbe da dire...

Hamilton: perchè è semplicemente geniale.
Vettel: perchè ne ha infilati tre di fila ed è il metro di paragone assoluto sul giro in pista.
Alonso: perchè è unico e diabolico nell'interpretare la corsa intesa come lotta contro tutto e tutti.
Button: perchè quando il gioco si fa duro il buon Jenson riesce sempre a emergere, e poi mi ricorda Peter Collins.
Maldonado: perchè avrà vinto un solo GP ma ha una rabbia addosso che è come un personaggio di un film di Sergio Leone calato in una monoposto.
Raikkonen: perchè lui è diverso, un maverick, in pista e fuori, e perchè vederlo danzare in pista è ancora uno spettacolo per gli occhi.

La lista dei piloti essenziali finisce qui, pochi forse, tanti magari. In fondo è sempre strato così, da quando sono nate le corse i grandi di ogni epoca si sono sempre contati sulle dita di una mano. Qualcuno come Pereze o Grosjean potrebbe aggiungersi alla lista a breve, per altri, come per Glock, il treno forse è già passato.
E' vero che la massa - intesa non come Felipe - è elemento necessario per far emergere il campione, ma a pensarci bene se domani pubblicassero la notizia che Webber, o Rosberg, o Di Resta, o Hulkenberg, o Massa, e metteteci pure tutta la griglia - piloti di riserva compresi - non si presentassero al via del mondiale 2013, in pochi si strapperebbero i capelli.

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