Il primo Ascari

1925, il 25 luglio a Montlhéry si corre il GP di Francia, giusto un mese dopo il banchetto di Spa, dove, preso atto della superiorità schiacciante delle "sue" Alfa Romeo, Vittorio Jano decise di far banchettare - sì, banchettare, con tanto di tavola apparecchiata - i proprio piloti durante una sosta ai box tra le proteste e le urla degli spettatori.
A Spa Antonio Ascari aveva trionfato, e il proposito era di ripetersi anche in Francia, anche se la Delage, la grande sconfitta di Spa, si era preparata alla grande per la gara di casa dotando tutte le sue 12 cilindri di un turbocompressore. Una roba che se avessero potuto farlo quest'anno a Maranello nel bel mezzo della stagione...
Comunque, lasciamo perdere i giorni nostri, e torniamo a quel 25 luglio del 1925, alla gara che si svolge su 40 giri del tracciato di Montlhéry per un totale di 1000 KM. Non una passeggiata.
Al via le tre P2 di Ascari, Campari e Brilli-Peri si portano subito al comando distanziando le Delage senza possibilità di replica, tanto che dai box Alfa segnalano ai piloti di rallentare per evitare rischi sull'insidioso tracciato francese. Ma Antonio Ascari continua a spingere.
Al 23° passaggio in prossimità della curva di Couard, la sua macchina ha una violenta derapata, urta contro una palizzata e si rovescia. Ascari viene proiettato in pista, muore poco dopo nonostante il disperato tentativo di trasportarlo in ospedale.
L'Alfa ritira subito le sue macchine dalla corsa. La gara viene vinta dalla coppia Benoist-Divo su Delage, e il primo gesto che i due fanno appena terminata la corsa è quello di deporre il mazzo dei garofani rossi della vittoria sopra il rottame della P2 di Ascari.
Antonio Ascari era considerato il pilota più forte dell'epoca, quel giorno il figlio Alberto aveva sette anni. Passerà un quarto di secolo ma anche Alberto diventerà campione e verrà considerato il pilota migliore. Purtroppo per lui le analogie con il padre non sarebbero finite lì.

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