giovedì 24 gennaio 2013

Monogomma non ci lasciare

Pirelli presenta le nuove gomme per il 2013. Mezzo secondo più veloci e le mescole hard ora riconoscibile dalla striscia arancione. Come contorno un accordo con Bernie Ecclestone valevole solo per quest'anno, poi il Circus dovrà nuovamente tornare sul mercato in cerca di un gommista.
Che non vuol dire lasciare la Pirelli, visto che Tronchetti è già disposto al rinnovo contentissimo del ritorno di immagine che la Formula 1 è riuscita a dare al suo prodotto. Piuttosto il vecchio Bernie sembra non voler chiudere la porta  a un ipotetico secondo fornitore, mettendo le basi quindi per una nuova battaglia tra gommisti.
Lieta notizia per i veri appassionati, stanchi di un monopolio così contrario al mondo puro della competizione. Eppure, da diverso tempo ormai, non riesco a vedere nulla di positivo in una nuova guerra di pneumatici. Sarà per infondate paure o sbagliata idea della situazione. Ma ricordo con una vena di amaro l'epoca di Bridgestone e Michelin. Quando la competizione diventò vera, senza che una avesse il predominio netto sull'altra, le polemiche infuriavano. Una battaglia senza esclusione di colpi pista per pista, curva dopo curva, costi che crescevano di pari passo con quelli delle monoposto dei top-team, tensioni e veleni ad aggiungersi al classico clima pesante che si respira sempre nel paddock. E anche prima, con differenza di prestazione tra gommisti diversi, la situazione non migliorava. Per vincere bisognava avere quella marca di pneumatici se no si era già fuori ogni competizione. Squadre e piloti magari con un ottima vettura non in grado di battaglia alla pari con i più forti proprio a causa di gomme non all'altezza.
Il monopolio sarà sì noioso e triste, ma almeno è uguale per tutti. Le gomme sono quelle, vince chi sa sfruttarle al meglio. I più forti, ma anche gli out-sider come successo proprio nel 2012. E nessuno a fare eccessive scenate visto che la situazione con cui si parte è la stessa per tutti.
Prendiamo ad esempio il 2011 di Fernando Alonso. Costantemente lontano dalla vetta causa una Ferrari troppo debole anche a causa di problemi nel mandare in temperature le gomme dure. Se, per ipotesi, la Red Bull avesse adottato gomme di una diversa casa chissà quante volte, sopratutto qui in Italia, si sarebbe detto che il vantaggio rispetto alla rossa è colpa di questo fattore, invece di indicare il problema ai difetti della sola monoposto.
Dunque continuo a pensarla come sempre. Nessuno tocchi il monogomma. Si dia più libertà alla meccanica, si limiti ancora di più una aerodinamica ormai troppo estranea al mondo del motorsport e si lasci un unico fornitore. Almeno per come la penso io e potrei tranquillamente essere nel torto.
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