Sosta vietata

Pronti per il 2013? Certo questo nuova stagione potrebbe essere l'anno della grande rivincita di Fernando Alonso e della Ferrari, o del miracolo di Lewis Hamilton al volante di una Mercedes, magari della sorpresa Sergio Perez in McLaren, o della riconferma delle Lotus, per non parlare del quarto titolo consecutivo del "fortunato" Sebastian Vettel.
Potrebbe e dovrebbe essere questo, però il 2013 sarà anche l'anno dell'uscita di "Rush" - e non mi importa che titolo insulso riusciranno a dargli dalle nostre parti - il film di Ron Howard, il film sulla madre di tutte le stagioni, la 1976, della gara di tutte le gare, Giappone 1976, del duello appunto da film tra gli amici rivali Lauda e Hunt.
Forse proprio per questo Niki Lauda ha deciso di ritornare con un ruolo attivo in Formula 1, in Mercedes questa volta, mentre per chi non c'è più rimangono solo i ricordi e tanta nostalgia.
James Hunt nel 1969 dopo aver corso e vinto in Formula Ford nel proprio paese fu lesto ad approfittare delle mire espansionistiche di mamma Ford in Europa, e non esitò ad attraversare il continente per presentarsi al via dei vari appuntamenti che la casa madre organizzava nelle varie piste europee.
Durante una corsa di Formula Ford a Vallelunga, coincidente con il lancio della serie nel nostro paese, capita però che gli organizzatori richiedano per l'ammissione alla gara un certificato medico con annesse informazioni sul gruppo sanguigno di ogni concorrente. Niente di sconvolgente in fondo, ma Hunt non ha nulla di tutto questo con sè, e protesta, affermando che in nessuno dei documenti di iscrizione all'evento in suo possesso è elencato un requisito del genere.
Gli organizzatori sono irremovibili: niente partenza per lui. James Hunt, dopo aver attraversato mezza Europa per prendere il via della gara, si trova escluso, e decide di rendere comunque indimenticabile quel suo viaggio nel bel paese.
Si mette alla guida della sua monoposto e la parcheggia di traverso proprio davanti alle monoposto schierate in griglia.
Il risultato è il posticipo della partenza e una serie di situazioni tragicomiche proprio prima del via. Tutto questo poi davanti ai dirigenti Ford accorsi per donare quel tono di ufficialità indispensabile all'evento.
L'ira dei grossi calibri della casa americana è facile da immaginare.
- Come si chiama quel tizio? James Hunt? Quel tipo non arriverà mai da nessuna parte, credetemi.
In particolare poi Nick Brittan - organizzatore della serie prima ed editorialista su Autosport poi - affiancò Hunt e gli disse.
- James non riuscirà mai a diventare un pilota professionista finchè al posto del cervello usi il buco del c...
Mai frasi furono meno profetiche. Dopo la conquista da parte di Hunt del titolo mondiale i due si ritroveranno, e James non si fece certo sfuggire l'occasione:
- Ehi Nick, il buco è ancora al suo posto, non sta andando così male però, vero?

2 commenti:

Anonimo ha detto...

dio bono quanto ci manca uno così

acorba67 ha detto...

Sì, un personaggio incredibile.

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