Una tragedia americana

La storia di Ed Elisian ancora adesso a distanza di cinquant'anni merita di essere raccontata, e i tanti lati oscuri la rendono assolutamente tragica e interessante. Andiamo con ordine gurdando prima il lato illuminato della luna di Elisian.
Nel 1955 durante la 500 Miglia di Indianapolis Ed si distinse per un gesto praticamente unico nella storia della grande corsa americana: fu l'unico a fermarsi - anche se la sua vettura era perfettamente funzionante - per cercare di salvare Bill Vucovich dalle fiamme. Gesto purtroppo inutile che però gli fece guadagnare onori e medaglie e parecchia notorietà.
La sua carriera subì però una svolta drammatica nel 1958, sempre alla 500 miglia di Indianapoli. Ed Elisian si gira alla terza curva, mentre con una manovra azzardata cercava di superare la pace-car e portarsi al comando, causando un incidente multiplo in cui perde la vita Pat O'Connor.
L'effetto "eroe" del 1955 per lui svanisce in un attimo: oltre alle colpe per l'accaduto si vocifera che la sua esagerata foga per portarsi al comando fosse dovuta al fatto di essere obbligato a portarsi comando al primo giro per riscuotere il soldi per una grossa scomessa. Una faccenda non troppo pulita, roba di malavita americana sembra, che gli causa la condanna dell'USAC e l'isolamento praticamente di tutti i colleghi.
La fama di Elisiam tra piloti ed addetti ai lavori precipita definitivamente nel giugno del 1958 quando Ed si trova coinvolto in un altro incidente multiplo, anche questa volta con conseguenze mortali, durante una gara sprint-car al New Bremen Speedway in Ohio.
Ed Elisian divenne il pilota più odiato, quello da evitare a tutti i costi. Una storia così non poteva proprio avere un lieto fine: e infatti non lo avrà per nulla.
Durante la Milwaukee Mile nell'agosto del 1959 Elisian, al volante di una Watson roadster, al 29° giro andò in testacoda sull'olio perso dal motore di A.J. Foyt. La macchina picchiò a muro, e finì la propra corsa a testa in giù, mentre il serbatoio danneggiato perdeva tutto il contenuto addosso al pilota. Il fuoco divampò all'istante ed Elisian morì imprigionato nel relitto della monoposto.
Le cronache dell'epoca parlarono dell'impossibilità di spegnere il fuoco da parte dei soccorsi a causa dell'esagerata quantità di benzina contenuta nei serbatoti. Parecchi testimoni in tribuna affermano invece che i soccorsi tardarono ad arrivare, ma non per negligenza, ma perchè quando i piloti in pista si resero conto chi fosse il pilota coinvolto nell'incidente non fecero nulla per rallentare, nonostante le bandiere gialle, di fatto impedendo ai soccorsi l'attraversamento della pista e l'intervento immediato.
Dura a credersi, forse solo una leggenda da bar, ma secondo alcuni vera.

2 commenti:

Telespalla Blog Sport and Race ha detto...

spero proprio non sia vera...

acorba67 ha detto...

Beh, persone sugli spalti riferiscono che gli altri piloti non rallentarono per nulla di fronte alle bandiere gialle, di fatto impedendo l'attraversamento della pista da parte dei soccorsi... ma da qui ad avere delle prove ne corre.

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