lunedì 4 febbraio 2013

Dick Simon Racing

Un po' Eddie Jordan, un po' Minardi, un po' Ken Tyrrell. Questo è stato Dick Simon. Pilota prima, e poi team manager nella categorie a ruote scoperte americane, passando tra le varie denominazioni USAC, CART e IRL.
Simon è riuscito a ritagliarsi una piccola fetta di storia nelle corse americane.
Iniziò come pilota, con una serie di partecipazioni alla 500 Miglia di Indianapolis lunga e volenterosa dal 1970 al 1988, e diventando con i suoi 55 dell'ultimo tentativo anni uno dei piloti più anziani ad aver partecipato alla leggendaria corsa d'olteoceano. Non arrivò mai la vittoria per lui, come miglior risultato in carriera figura un 3° posto a Ontario nel 1970 e un 10° posto nella classifica finale dello stesso anno, ma altre soddisfazioni sarebbero arrivate come team manager.
La sua scuderia, la Dick Simon Racing, aiutò tanti piloti a entrare nel mondo della categoria principe delle corse a tuote scoperte americana. Raul Boesel, Scott Brayton, Lynn St. James, Arie Luyendyk, Vincenzo Sospiri, Eliseo Salazar, Michele Alboreto, questi sono i piloti che grazie a lui - e agli sponsor che erano in grado di procurare - poterono debuttare nalla CART americana che a cavallo tra gli anni ottanta e novanta, serie che in quegli anni poco aveva da invidiare alla sorelle europea Formula 1.
Tra alti e bassi la sua avventura nel mondo delle corse terminò con la 500 Miglia di Indianapolis del 2001 quando il proprio pilota Stéphan Gregoire fallì la qualificazione. Dick Simon da uomo saggio e razionale capì che era il momento di smettere. Permise a Gregoire di passare a un'altra squadra, e se ne andò a casa senza troppi rimpianti.
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