Dream Team?

Al solito, verrebbe da dire, questi non cambiano proprio mai. Come nel periodo pre-bellico, quando scambiarono le piste per un campo di battaglia e invasero le piste di mezza Europa con uomini  e mezzi in quantità esagerata, quelli della Mercdes sono caduti ancora nella mania un po' teutonica di risolvere i problemi agendo sul fattore quantità.
I primi tre anni passati un po' in sordina non hanno dato i frutti sperati, nemmeno il fattore Michael Schumacher ha avuto l'efferro desiderato, e allora sotto con l'invasione in grande stile.
L'ultimo acquisto è Paddy Lowe, strappato alla McLaren con un assegno - dicono quelli di Woking - stile numero telefonico,  e destinato a rimpolpare una schiera di dirigenti-tecnici e tecnici-dirigenti che lascia in verità un poco perplessi.
In questo momento in Mercedes contiamo, senza gerarchie o partricolare ordine, Niki Lauda (non-executive chairman), Toto Wolff (executive director), Ross Brawn (team principal), Nick Fry (chief executive officer), Bob Bell (technical director), Aldo Costa (engineering director) e Geoff Willis (technology director). Per non contare Lewis Hamilton al volante.
Un'armata di cervelli, o presunti tali da far impallidire, gente che potrebbe essere benissimo distribuita tra quattro o cinque squadre "normali", ma quelli della Mercdes evidentemente non la pensano così. Sarà sufficente perô schierare cotanta armata per rendere competitive le frecce d'argento?
Sarà uno dei motivi principali della stagione, e a questo punto, giusto per rendere ancor più intrigante la faccenda, non si potrebbe anche chiamare Alonso o Vettel a far compagnia a Hamilton?

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