lunedì 4 febbraio 2013

Io credo.

Si ricomincia, prima con le presentazioni in serie, poi finalmente da domani con i primi test.
Hanno anticipato tutti quelli della Mercedes che hanno presentato la W04 direttamente in pista, e soprattutto hanno sfoggiato la nuova line-up alla guida, ma anche al muretto.
Fa quasi tenerezza vedere Lewis Hamilton in una tuta non McLaren, timido e un po' impacciato come uno studente delle superiori al primo giorno di una scuola scelta dai genitori e non da lui. Telefonino in mano in omaggio al nuovo sponsor dispensa dichiarazioni pacate ma è chiaro che dentro di lui non vede l'ora di riprendere il discorso interrotto con la toccata di Hulkenberg a Interlagos.
Perchè immaginare un Hamilton senza podi o vittorie per una stagione intera non riesco proprio.
Più della rivincita di Alonso; della rincorsa di Seb al quarto titolo consecutivo; dell'attesa per i risultati di Perez alla McLaren o Raikkonen alla Lotus; la vera sfida di questo 2013 sarà la sua.
Tutto il fascino e la difficoltà delle grandi scommesse è racchiusa nella scelta di Lewis di lasciare "casa" McLaren per la Mercedes: il grande costruttore di automobili in crisi di risultati e desideroso di diventare il punto di riferimento in un ambiente terribilmente ostile; l'eterno equilibrio tra la la capacità di guida del pilota e la velocità della macchina; un esercito di giornalisti e addetti ai lavori pronti per uscirsene con i "io l'avevo detto" del caso.
Ecco, come un fiero condottiero di una guerra che per fortuna sarà solo in pista; come un genio dell'era moderna, cieco, sordo, e fiducioso solo della propria abilità e di nient'altro; la storia di Lewis Hamilton in questo 2013, potete starne certi, sarà una di quelle storie da raccontare intorno al fuoco la notte in cui vorrete incantare qualcuno.
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