martedì 26 febbraio 2013

La disfatta della FIAT

Nel 1924 le corse automobilistiche ebbero un notevole impulso, quasi a voler recuperare il tempo perduto a causa della prima guerra mondiale.
In particolare il GP di Francia del 1924 si presentava come dei più interessanti. Al via 21 vetture tra cui tre nuovissime Alfa Romeo P2, frutto del nuovo arrivato in Alfa, Vittorio Jano, con alla guida Antonio Ascari, Campari e Wagner; tre Delage del tipo a 12 cilindri anch'esse da poco entrate nella scena dei Grandi Premi; cinque Bugatti 8 cilindri; tre Sunbeam; una Miller; e quattro Fiat 805, con piloti del calibro di Bordino, Nazzaro, Pastore e Marchisio.
La lotta per le vittoria si sviluppa tra le vetture dotate di turbocompressore - Fiat, Sunbeam e Alfa Romeo - sin dal primo dei 35 giri del circuito di Lione. Al 10° giro per la casa torinese sembra tutto filare per il meglio, con Bordino in testa, davanti all'Alfa di Antonio Ascari e alla Sunbeam di Guinness.
Ma è solo un illusione: una dopo l'altra le 805 sono vittime di guasti tecnici e conseguenti uscite di strada. Ascari si trova così in testa ma deve lottare a lungo con Guinnes, finchè prima l'inglese e poi l'italiano, sono anch'essi costretti al ritiro.
Campari sostituisce Ascari al comando della corsa, ma deve impegnarsi al massimo per resistere alla rimonta delle regolarissime Delage.Il milanese tiene duro e vince davanti alle Delage di Divo e Benoist. Per la FIAT fu una disfatta: si dice che quella sera stessa il Senatore Agnelli maturò la decisione di abbandonare le corse. Il testimone venne preso negli anni successivi, con parecchi successi, dall'Alfa Romeo.
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