mercoledì 6 febbraio 2013

Quando Montezemolo...

Adesso ha un ruolo manageriale di primo piano, a dir la verità lo ha ormai da decenni, non solo in Ferrari ma in altre realtâ economiche di primo piano del nostro bel paese; come se non bastasse è stato - e c'è da credere che prima o poi lo farà - a un passo dall'essere uomo politico.
Luca di Montezemolo, sportivamente parlando, è stato l'artefice della rinascita della Ferrari a cavallo degli anni 2000, dopo che per decenni a Maranello si faceva fatica a portare a casa un paio di vittorie a stagione.
Serieta e lavoro prima di tutto, ma come per tutti esiste il periodo della giovinezza e della sfrontatezza, certo in contesti e modi diversi, ma per ogni vecchietto pacifico che vedi camminare per strada ci sono ricordi di pazzie estemporanee che solo nella prima parte della vita si riesce a confezionare.
Ordunque il giovane Montezemolo è chiamato dal grande vecchio nel 1974 a risollevare le sorti di una scuderia prigioniera di uno dei periodi più bui della propria storia. E la cosa sembra riuscirli particolarmente bene sin dall'inizio.
Nel 1974 Lauda e Regazzoni riportano la Ferrari alla vittoria, e lo svizzero si presenta al via dell'ultima prova del mondiale, il GP degli USA a Watkins Glen, in piena lotta per il titolo piloti con Emerson Fittipaldi e la sua McLaren.
Come andò a finire credo sia scritto anche in qualche libro di storia. Gara e mondiale andarono alla fine al brasiliano e per Clay Regazzoni il GP fu un incubo a occhi aperti popolato da musetti divelti, soste ai box problematiche, e bandiere scure sventolate con poco successo dai commissari di pista.
Quando, a seguito dell'ostruzionismo di Regazzoni - doppiato - nei confronti di Fittipaldi, venne esposta la bandiera nera al passaggio della Ferrari N° 11, Montezemolo scattò come una furia urlando e gesticolando nei confronti del direttore di corsa Martin. In breve la situazione sembrava degenerare verso lo scontro fisico.
La differenza di stazza tra i due - a favore di Martin - apparve a più evidente ma la buona stella non abbandonò nemmeno quella volta il tenace Luca. Berdie Martin, che avrebbe potuto in virtù della sua stazza avere facilmente ragione di Montezemolo in uno scontro fisico, prese un bel respiro e si limitò a dire:
- Mr. Montezemolo, la prego, pensi bene a quello che sta facendo.

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