Un attore primo a Serbring? Mai!

Lo conosciamo un po' tutti, per "Bullit", "La Grande Fuga", nonchè per la bella ricostruzione a scopo narrativo di "Le Mans". Parlo di Steve McQueen attore capace di interpretare al meglio ruoli complicati e introversi ma anche in grado di difendersi al volante di una macchina da corsa.
Serbring 1970 fu forse la volta in cui la stella di  McQueen come pilota offuscò quella d'attore. Alla guida di una "piccola" Porsche 908 insieme al compagno di squadra Peter Revson, Steve conquistò il secondo posto assoluto alle spalle solo della ben più potente Ferrari di Mario Andretti, Nino Vaccarella e Ignazio Giunti.
Partito dalla quindicesima posizione in griglia McQueen non fece per nulla da semplice comparsa, lasciando il posto di guida al compagno dopo più di due ore in decima posizione. Riprese poi il volante a quattro ore dalla fine per il suo turno di due ore e, anche se non ai livelli di Revson, a detta di parecchi testimoni, quella fu una delle sue migliori performance come pilota.
L'ultima ora di quella gara fu decisamente concitata: al comando c'era la Ferrari 512 di Andretti/Merzario, davanti alla Porsche 917 di Rodriguez/Kinnunen/Siffert, alla Porsche 908 di McQueen/Revson e all'altra Ferrari di Giunti/Vaccarella. La Ferrari al comando ruppe il cambio, ai box decisero di far rientrare Giunti e di mettere Andretti al volante della 512 "promossa" al terzo posto
A 15 minuti dalla fine la Porsche 917 al comendo rientrì ai box con una sospensione collassata. A quel punto al comando si portava la 908 di Revson e McQueen. Purtroppo per loro alle loro spalle c'era Mario Andretti - quello del 1970, il vero "piedone" - che a forza di passaggu ultra-veloci recuperò lo svantaggio e in un paio di giri riportò una Ferrari al comando.
Per i due americani ci fu un secondo posto comunque onorevole, e quella volta si dice che Mario Andretti abbia detto riguardo la sua rimonta con la frase:
- Non avrei mai permesso che un attore finisse primo a Serbring.

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