Una poltrona per sette

Il 1954 fu l'anno dell'ingresso della Mercedes in Formula 1, devastante, con una macchina, la  W196, che nel biennio 54-55 finì per conquistare 9 GP su 12. Certo a guidarla c'era la coppia da sogno Juan Manuel Fangio, Stirling Moss, ma quel mezzo diede una sferzata clamorosa al mondo della Formula 1.
Il modello con la carrozzeria a ruote coperte debuttò vincendo al debutto nel GP di Francia a Reims, ma già dalla seconda gara si capì che qualcosa doveva essere ancora migliorato. Il GP d'Inghilterra a Silverstone vide sua maestà Juan Manuel Fangio lottare - e soccombere - con la scarsa visibilità dettata dalle ruote anteriori coperte. La sua Mercedes finì la gara completamente piena di ammaccature a causa dei bidoni che delimitavano internamente le curve di Silverstone "solamente" al quarto posto.
La gara venne vinta dal grande amico di Fangio, Gonzales, alla sua seconda affermazione a Silverstone con la Ferrari dopo la storica vittoria del 1951, ma vale la pena di ricordare quel GP anche per un altro fatto decisamente inusuale.
A causa del sistema di cronometraggio con arrotondamento al secondo - sì, secondo, non è un errore di battitura - il giro più veloce - 1'50'' - venne condiviso da sette piloti. Ascari, Behra, Fangio, Gonzalez, Hawthorn, Marimon e Moss: un bel gruppone di piedi pesanti, niente da dire. E visto che all'epoca il metodo di assegnazione dei punteggi prevedeva un punto anche all'autore del giro più veloce,  a ognuno venne assegnato 1/7 di punto per la gioia di statistici e giornali dell'epoca che si sbizzarrirono a incastrare quei numeri decimali all'interno delle caselle delle loro classifiche.

Nessun commento:

Powered by Blogger.