Tre volte ma ancora non basta

E anche alla vigilia di questo 2013 il suo nome desta perplessità. E' la terza volta (consecutiva) che si ritrova il fatidico numero uno sulla sua monoposto eppure, sopratutto in Italia ma anche all'estero non si scherza, si fatica a definirlo pienamente un campione.
Anche durante l'ultimo inverno Sebastian Vettel ha dovuto difendersi dalle velenose accuse di essere un immeritato tre volte campione del mondo. Cose credo mai sentite nella storia della Formula 1.
Si può capire (proprio al limite) un titolo arrivato per sfortune altrui più che meriti propri, ma ben tre successi dovrebbero far sparire ogni dubbio e dare meriti sì alla squadra, capace di confermarsi al top per un così lungo asso di tempo, sia al pilota capace di sfruttare al massimo l'occasione recuperando e in seguito controllando un talento dal nome di Fernando Alonso, a suo dire mai così in forma mentalmente e fisicamente.
Invece nulla, ancora una volta alla vigilia del primo appuntamento stagionale i tantissimi detrattori sperano che questa sia l'inizio della "verità dei fatti", con Vettel a inseguire affannosamente perchè non dotato di abilità da top-driver. Cosa che potrebbe anche accadere se vi saranno eccessive problematiche tecniche.
Il fatto è che tutto quello che il giovane tedesco è riuscito a compiere lo ha fatto con una semplicità tale da portare all'inganno. In poco tempo si è imposto come uno dei più forti e in meno tempo ha scritto il suo nome tra i grandi di questo sport. Una strada in discesa, ma per nulla possibile se dietro non cè la stoffa del fuoriclasse.
Difficile da scovare dietro quel volto ancora giovane, un sorriso sin troppo sincero. Non per questo Sebastian è il più forte in assoluto. Nessuno lo è. Ognuno ha i suoi pregi e difetti e starà al singolo trovare il perfetto equilibrio in grado di portarlo verso il traguardo massimo. Proprio questa è la sfida della pista, tra prove e la sempre emozionante gara.
Forse quest'anno ci sarà un nuovo re della massima formula, ma difficilmente Vettel dirà definitivamente addio al trono. Se lo perderà sicuramente farà di tutto per riaverlo, migliorando ancora inseguendo l'insaziabile fame di successi che contraddistingue i grandi. Ma prima di questo c'è un nuovo campionato da affrontare. Sperando di superare, prima o poi, anche i più estremi dei scetticismi.

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