Un consiglio d'amico

Certo che non si può dire che Jackie Stewart abbia avuto chissà quale introduzione prima di partecipare alla 500 Miglia di Indianapolis.
Nel 1966, un anno dopo il suo debutto nel mondiale di Formula 1, il giovane Jackie si trovò catapultato nel colorito e spaventoso circolo della corsa automobilistica più famosa d'America. Quattro curve e quattro rettilinei, una faccenda apparentemente facile, ma che da sempre nasconde insidie e segreti a chiunque l'affronti senza il dovuto rispetto.
Unico suo appiglio, non da poco invero, la presenza dei due colleghi e amici, Jim Clark e Graham Hill.
Il primo in particolare aveva un carattere piuttosto particolare: sempre gentile e disponibile nei confronti di Stewart sin dai tempi di John Cooper e della Formula Junior, a volte si rinchiudeva in meditazioni pensierose e si dimostrò sempre riluttante quando si affrontavano argomenti circa il suo stile di guida o particolari accorgimenti utilizzati dal pilota scozzese al volante.
Quella volta però fece un eccezione per lo scolaro Stewart, anche perchè il rischio in caso di errore era notevole:
- Ascoltami Jackie, per andare forte a Indianapolis devi cercare di stare il più vicino possibile ai muretti in ingresso e in uscita di curva, senza mai toccare ovviamente. Guarda l'ombra della ruota anteriore destra, se non la vedi proiettata sul muro allora vuol dire che non sei sufficentemente veloce.
Semplice no?

Nessun commento:

Powered by Blogger.