domenica 21 aprile 2013

GP Bahrain 2013: i più e i meno


Questa volta, nel suo personale gioco di cambiare motivo del casco ad ogni GP, si è presentato come Vettel l'astronauta (in onore del record-man Felix Baumgartner) mettendo in pista un ritmo e facilità di successo davvero di un altro pianeta. Per sua stessa ammissione oggi è andata tutto per il meglio senza eccessivi sforzi, guidando con scioltezza e portando a casa il secondo successo stagionale controllando la situazione praticamente dall'inizio alla fine. Partenza accesa e duello con Alonso prima e Rosberg poi, poi una lunga volata sino alla bandiera a scacchi senza che nessuno potesse infastidirlo, neppure una Lotus ancora in formissima e capace di mantenere Kimi Raikkonen in ottica iridata.
Per il finlandese un'altro secondo posto ad arricchire ulteriormente un già cospicuo bottino di punti, tenendo il passo dell'attuale leader Sebastian nonostante la E21 non sia esattamente la vettura più forte. Ancora una volta il fattore decisivo si è rilevato il consumo gomme con Raikkonen capace di completare tutti i giri previsti con la rischiosa tattica delle due soste. Un successo abbellito anche dal ritorno al podio del compagno di squadra Romain Grosjean, questa volta prezioso alleato della Lotus tanto da portarla al secondo posto tra i costruttori, davanti anche una Ferrari alle prese con una domenica incredibilmente sfortunata.
Si era arrivati dalla Cina con morale e umore alle stelle, ora tocca tornare seri e recuperare il terreno perduto. Un peccato visto che il potenziale per vincere, a detta di Alonso, c'era tutto. A rovesciare in negativo la situazione ci ha pensato il sistema DRS montato sulla vettura dello spagnolo, rimasto sempre in posizione aperta per un guasto e per ben due volte chiuso manualmente dai meccanici in rosso. Un contrattempo che ha fatto perdere preziosi secondi oltre ad una difficile rimonta senza poter sfruttare i magici benefici dell'ala mobile. L'ottavo posto finale probabilmente era il massimo che si poteva fare. Anche peggio è andata a Massa vittima di una foratura alla posteriore destra non una ma ben due volte. Il brasiliano precipita quindicesimo, segnando zero punti.
Chi invece ne conquista con autorità sono Paul di Resta, eccellente quarto guidando una Force India e per quasi tutta la gara in odore di podio, Lewis Hamilton quinto e sempre la migliore Mercedes al traguardo, Sergio Perez sesto quest'oggi in versione gladiatore.
Sportellate e ruote fumanti prima contro Button (visibilmente contrariato) poi contro Alonso rispondendo per le rime al fuoriclasse spagnolo e infine beffando all'ultimo giro un Webber distantissimo dagli standard imposti da Sebastian Vettel. Questa volta il messicano ha fatto emozionare, anche se probabilmente Martin Whitmarsh non risparmierà una bella ramanzina per i troppi rischi presi.
Detto di Maldonado quasi a punti con una Williams tristemente lenta, di un Hùlkenberg costretto a remare con una Sauber lontana parente del 2012 e di Sutil messo nuovamente fuori dai giochi dopo poche curve, ecco i più e meno dal deserto del Sakhir.

Piloti
Efficace:
 Vettel (La scomparsa della rossa numero 3 è stato certamente un aiuto non da poco, ma l'efficacia di Sebastian è stata davvero superiore. Passo gara costantemente al massimo, gestione attenta delle gomme ed infine lo sfizio di segnare il giro veloce giusto per ammutolire ogni avversario. Quando il campione del mondo in carica vive tali giornate resistergli è quasi impossibile. Anche di Resta sfrutta al massimo ciò di cui dispone, dando alla Force India un quasi podio e tanti tanti punti iridati. Il freddo Raikkonen è l'unico che viaggia su due soste terminando a podio. Ancora una volta.)

Rosberg (Parte dalla pole ma già al secondo giro più che guardare avanti deve tenere sott'occhio gli specchietti retrovisori. Anche dicendo addio al podio continua a perdere terreno, lamentando un anomalo consumo delle gomme posteriore tanto da essere anche scavalcato dal compagno di squadra Hamilton. Alla fine è nono, un po pochino per l'uomo più in forma sul giro singolo. I fasti della Cina sono già un ricordo per Ricciardo, tornato a navigare nelle posizioni medio-basse giusto davanti ai team più deboli. Gutierrez compie un'altro tamponamento dal fondo dello schieramento al primo giro di corsa, rendendosi praticamente indifendibile dai suoi detrattori)


Combattivo:

Perez (Quasi sicuramente si beccherà una severa sgridata dal muretto McLaren, ma il messicano aveva una voglia di matta di mostrare a tutti di che pasta è fatto, arpionando di tutta grinta un sesto posto comunque ottimo considerando l'attuale livello della MP47/28. Incredibile il coraggio mostrato in ogni duello, non lesinando neppure contatti e spinte con il più esperto Jenson Button o il bi-campione del mondo Alonso. Il riuscire a sopravanzare anche Webber giusto nell'ultimo tornata è stata la ciliegina sulla torta di una domenica bestiale. Belle anche le staccate al limite firmate da Hamilton per il quinto posto, anche se il suo spirito guerriero ormai non è più una sorpresa.)

Webber (37 secondi dividono lui dal vicino di box. Il podio resta costantemente un obbiettivo lontano lontano nonostante qui la RB9 sembra essere tornata una monoposto degna del genio di Adrian Newey, infine gli ultimi giri passano sotto il costante attacco degli avversari, con il solo Alonso non in grado di sorpassarlo non per mancanza di velocità ma perchè privo del sistema DRS. Non certo la maniera migliore per festeggiare i 200 Gp in F1.)



Fortunato:
Vettel (Ovvio che questo successo non è arrivato solo per i baci della dea bendata, ma quando il tuo rivale più pericolo è costretto ad alzare il piede per un problema tecnico mai accaduto in tutti questi anni ovvio che la strada si fa tutta in discesa.)
Massa (Torna il Paperino della massima formula. La prima volta se ne va a zonzo per la pista con una gomma visibilmente tagliata in un punto, per bocca di Paul Hembery, molto difficile da danneggiare. Sul finale quindi la stessa posteriore sinistra si sfalda improvvisamente, dicono per un presunto contatto mai ripreso dalle telecamere. Nel club delle Paperissime anche il compagno Alonso, rimasto senza DRS proprio in un circuito ove tale sistema regala mezzo secondo al giro. Sutil ancora nel posto sbagliato al momento sbagliato. E due.)


Auto

Efficace:
Red Bull (O meglio solo la Red Bull di Vettel. In Cina i campioni del mondo sembravano in confusione tecnica ma appena sette giorni dopo tutto è tornato in ordine, potendo rivaleggiare con la Ferrari per il scettro di più forti. La Lotus resta saldamente tra le più forti nonostante la metà del budget rispetto ad un vero Top-Team. Raikkonen è sempre lui e ora pure Romain Grosjean sembra essere tornato ad una interessante forma agonistica. Force India sfiora il clamoroso podio confermando la crescita tecnica vista in queste prime quattro gare.)
Toro Rosso (Shangai è stata una bella parentesi, mentre la realtà vede la squadra di Faenza faticare per rimanere in scia ai primi dieci. Vergne addirittura si deve ritirare mentre Ricciardo finisce anche dietro alle Williams, anche loro alle prese con una performance molto al di sotto delle aspettative. Si sta cercando di trovare preziosi decimi, ma è davvero dura. Peccato per la Sauber non in grado di replicare quanto fatto nel 2012. Di questo non è certo contento Hùlkenberg, giunto in svizzera proprio per trovare il salto di qualità e magari il podio. Tutto da rifare.) 

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