martedì 2 aprile 2013

L'inferno verde

Oh certo la leggenda non nasce in quei giorni, quella nacque praticamente nel momento in cui la prima pietra del circuito venne posata dalla parti di Adenau, nei dintorni dei primi decenni del secolo scorso, ma quel sinistro soprannome - "l'inferno verde" - derivò proprio dalle condizioni che i piloti iscritti al GP di Germania incontrarono in quell'agosto infame - metereologicamente parlando - del 1968.
Piovve praticamente senza interruzione dal venerdì alla domenica sera. Una nebbia densa e pesante, pozzanghere e rigagnoli si distribuirono uniformemente in ognuna delle 187 curve del vecchio Nurburgring.
E in quegli anni concetti come Safety Car, ma anche l'elementare luce rossa al posteriore che segnala la posizione in situazionni di scarsa visibilità, erano ancora ben lontane dall'essere considerate.
Venne anche aggiunta una sessione di prove supplementare la domenica mattina, onde permettere ai piloti di adattarsi a quelle condizioni estreme, ma paradossalmente questo servì solo ad aumentare preoccupazioni e mugugni tra chi il pomeriggio della domenica doveva calarsi nell'abitacolo e schiacchiare sull'acceleratore.
Vinse Jackie Stewart in una delle giornate di quelle che decretano chi è degno di entrare nella leggenda dell'automobilismo e chi sarà invece solo ricordato come uno dei tenti protagonisti. Vinse chi tra tutti i piloti in griglia era quello che meno avrebbe voluto correre quel giorno, il paladino della sicurezza, il pilota che meno di tutti accettò la morte in pista come semplice possibile conseguenza di una corsa automobilistica.
Persino il suo team manager dell'epoca, quel Ken Tyrrell che in quanto a pragmatismo e praticità  non era secondo a nessuno, capì che quel giorno non sarebbe stato come tanti altri, tanto che poco prima di lasciare la griglia si avvicinò al proprio pilota e gli gridò nel casco:
- Oggi Jackie, sarai sicuramente sottopagato.
Share this post
 
Posts RSS Comments RSS Back to top
© 2011 Yet Another F1 Blog ∙ Designed by BlogThietKe | Distributed by Rocking Templates
Released under Creative Commons 3.0 CC BY-NC 3.0